Prima le persone

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Riceviamo e ripubblichiamo questo articolo da un militante di Sel e della Lista L’Altra Europa con Tsipras.

di Enrico Sitta

“Prima le persone” (slogan della lista Tsipras)
“Il Paese in cui è bello riconoscersi è quello fatto dai comportamenti, non dai monumenti” (Altiero Spinelli)

Predicare lo ius soli per la cittadinanza e praticare lo ius sanguinis per le rappresentanza politica. Io avevo capito che i candidati della lista Tsipras erano tutti figli di Altiero Spinelli, della sua idea di Europa. Invece, ancora una volta, avevo capito male: conta il dato biologico.
Invece dei cv la prossima volta (ammesso che per voi ce ne sarà un’altra) chiedete la prova del DNA, così fate prima.

Il desiderio di morte come progetto politico

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Quello che la prima volta si manifesta in tragedia, la seconda lo fa in farsa. E la terza – la definitiva, la terminale – come lettera da Parigi. Lo psicodramma Spinelli e l’esperienza della Lista L’Altra Europa con Tsipras sono finiti ieri, nel modo peggiore che si poteva immaginare: un suicidio mascherato da sopravvivenza. Barbara Spinelli, dopo giorni di silenzio andropoviano, ha inviato una mail da Parigi, che potete leggere qui. E invito a farlo, a leggerla, dico, per intero; perché è uno dei documenti più rappresentativi della sinistra italiana, della sua incapacità a comunicare, della sua deresponsabilizzazione patologica, del suo narcisismo laschiano conclamato, del suo desiderio di morte, della sua fame saturnina.

Spinelli, rinuncia

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Forse, e per fortuna verrebbe da dire, qualcuno non lo sa; ma nella Lista Tsipras c’è un po’ di discussione: il motivo è che Barbara Spinelli (ispiratrice della Lista e una di quei garanti che sono riusciti a creare e guidare questa esperienza neonata non solo verso l’agognato e complicato 4,03 % ma anche in una campagna elettorale vitale, franca, capace di discutere di temi e non di vedersi ridotta al derby Grillo-Renzi), dopo aver chiaramente affermato che avrebbe lasciato la sua poltrona di parlamentare europeo in caso di elezione a chi veniva dopo di lei nelle preferenze, e dopo aver per questo ricevuto non poche critiche, e dopo aver anche risposto e difeso i motivi di questa scelta, ora pare averci ripensato: forse andrà a Bruxelles. E quindi forse non ci andrà uno dei due trentenni che erano arrivati secondi nella circoscrizione centrale e in quella meridionale: Marco Furfaro e Eleonora Forenza. Che si erano già fatti le foto di rito.