Lost in Translation – Conversazione sull’intraducibile

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Lost in Translation di Ella Frances Sanders è stato uno dei libri più apprezzati dalla critica negli ultimi mesi.

Il motivo è semplice: si tratta di un incantevole gioco metalinguistico, in cui l’autrice decide di illustrare una serie di parole intraducibili, tratte da diverse lingue, provando così a superare le barriere linguistiche e il necessario impoverimento apportato da qualsiasi traduzione.

Per l’appunto, dando corpo grafico a quella percentuale di significato ulteriore, implicito, intraducibile che  viene necessariamente smarrito nella traduzione: Lost in translation.

Oltre ad evocare il celebre film di Sofia Coppola con Bill Murray e Scarlett Johansson, il libro (edito in Italia da Marcos y Marcos) è un prontuario di apertura mentale,  un antidoto ai pregiudizi culturali, una guida divertente e graziosa ad applicare nel quotidiano il bellissimo concetto esemplificato da una delle parole intraducibili: Ubuntu, “io posso essere io solo attraverso voi e con voi”.