Nuova letteratura fantastica. “Il grido” di Luciano Funetta

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È più facile confezionare un’utopia che un’apocalisse? Emil Cioran se lo chiedeva nel 1960, dalle pagine di un testo, Storia e utopia, in cui faceva a pezzi un immaginario (e un modo di pensare) già in pensione, di fatto, da mezzo secolo. «Le sole utopie leggibili», scriveva, «sono quelle false, quelle che, scritte per gioco, divertimento o misantropia, prefigurano o evocano i Viaggi di Gulliver, bibbia dell’uomo disingannato, quintessenza di visioni non chimeriche, utopia senza speranza. Con i suoi sarcasmi, Swift ha smaliziato un genere fino al punto di distruggerlo». Dalle macerie sorgono Metropolis, lo Stato Unico di Zamjatin, l’Oceania di Orwell, la Galaad di Atwood. Città, Stati, continenti, non-luoghi del futuro che esasperano i connotati di skyline già scricchiolanti, panorami avvolti dalla nebbia.

Da duemila anni. Diario di un ebreo romeno sotto Hitler

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«Morte agli ebrei!» è un grido vecchio, amaro e familiare per il giovane Mihail Sebastian, classe 1907, avvocato noto, critico letterario e autore teatrale a Bucarest fra le due guerre mondiali. Nello sguardo di questo figlio del Danubio, la patria in cui si identificava, acuto osservatore e testimone negli anni dell’ascesa del maresciallo Ion Antonescu del propagarsi dell’antisemitismo, c’è la lacerazione dell’indifferenza che in un giorno diverso dagli altri diventò odio e persecuzione.

Emil Cioran: meditazioni “Sulla Francia”.

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Questo articolo è apparso su “Alias/ il manifesto”. (Fonte immagine)

Emil Cioran giunse a Parigi a ventisei anni, nel 1937, dopo aver ottenuto una borsa di studio dell’Istituto francese di Bucarest per scrivere una tesi di dottorato in filosofia. In realtà, quella tesi non la concluse mai, anzi, non la iniziò nemmeno, ma, in compenso, sfruttò l’occasione di quel soggiorno per compiere un proprio personale tour de France in bicicletta, visitando anche le province più sperdute. E forse, anche da queste escursioni ciclistiche, trasse spunti utili per il sorprendente opuscolo Sulla Francia, scritto nel 1941, ma pubblicato postumo soltanto nel 2009, e ora tradotto da Voland per la cura di Giovanni Rotiroti (pp. 112, euro 13,00). Si tratta di uno scritto importante perché rappresenta un segreto anello di congiunzione tra le opere giovanili, concepite e pubblicate in Romania, e quelle della maturità, scritte in lingua francese.