“E la chiamano estate”: l’educazione sentimentale di Rose

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di Emilia Zazza 

Quando ero adolescente aspettavo l’estate con un’attesa carica solo di potenzialità positive. Andavo nello stesso posto di mare da quando ero piccola, conoscevo tutti eppure avevo l’impressione di non conoscere nessuno. Facevamo sempre le stesse cose: giornata in spiaggia e le sere a tirare tardi sulla piazza del paese di fronte all’unica gelateria del posto. I più audaci di noi avevano un motorino e scarrozzavano gli altri a prendere una crêpes nel paese a fianco (dove volendo arrivavi anche a piedi, ma poi nessuno ci andava mai a piedi: era da sfigati), eppure avevamo la sensazione che ci sarebbe sempre stato qualcosa di nuovo da fare. Questo perché, finita l’estate, salutavi gli amici  (che pure se andavano alla scuola accanto, d’inverno diventavano degli sconosciuti da evitare) un po’ più cresciuto, leggermente diverso, cambiato.

Storie, storie delle mie brame. I fratelli Grimm: la morale è nella bellezza

Urliburlebù

In occasione del bicentenario dell’uscita della prima edizione del primo volume delle fiabe dei fratelli Grimm pubblichiamo un articolo di Emilia Zazza uscito su Orwell. (Immagine: Fabian Negrin.)

di Emilia Zazza

Se c’è una cosa che i bambini non sopportano è che si faccia loro la morale. “(…) quello che i bambini non afferrano e che scivola via dalla loro mente, lo capiranno in seguito, quando saranno pronti ad apprenderlo. È così che avviene ogni vero insegnamento che innesca e illumina tutto ciò che era già presente e noto(…)”. È il 1813 e a parlare non è un pedagogo visionario dell’epoca, ma un filologo, Jacob Grimm, autore, con il fratello Wilhelm, della famosa raccolta di Fiabe, forse la più famosa al mondo, che in una lettera, immediatamente prima, si chiedeva: “Le fiabe per i bambini sono mai state davvero concepite per i bambini? Io non lo credo affatto e non sottoscrivo il principio generale che si debba creare qualcosa di specifico appositamente per loro”. Con queste parole Jacob interveniva, a sostegno del fratello, in una discussione suscitata dalla pubblicazione della prima edizione del primo volume del loro Kinder und Hausmärchen, avvenuta nel 1812,  seguita poi nel 1815 dal secondo volume.