“Tu te lo sei fottuto?” Lou Reed e Lester Bangs

Lou Reed Creem

Ieri Lou Reed è morto.

Non esiste un paradiso rock’n’roll. Ma se esistesse, appena congedato il ragazzo dell’ascensore, Reed avrebbe trovato ad accoglierlo il rompiscatole di sempre. Lester Bangs. Eccola, la celebre (la moneta vera e falsa del rock tradurrebbe: leggendaria) intervista uscita su «Creem» nel 1975 e pubblicata da minimum fax in Guida ragionevole al frastuono più atroce.

La traduzione è di Anna Mioni. In neretto le risposte di Lou Reed.

Lou ha cominciato con un complimento sarcastico che a metà strada si è trasformato in un insulto complimentoso: “Sai che sostanzialmente mi stai simpatico, anche se non vorrei. Il buonsenso mi porta a credere che tu sia un idiota, ma chissà come le uscite epistemologiche che fai ogni tanto tradiscono il fatto che sei un po’ onomatopeico, in modo viscido e sotteraneo”.

LB “Dio Bono Lou, sembri proprio Allen Ginsberg!”. Ho detto io entusiasta.