L’era dei format

l'era dei format

Pubblichiamo la prefazione di Fabio Guarnaccia a L’era dei format di Jean K. Chalaby (minimum fax), ringraziando l’autore e l’editore.

Non c’è dubbio che questa è davvero l’epoca dei format. Non lo dicono solo i numeri, ma anche l’estensione dei generi che rientrano sotto la sua egida. Se in principio si trattava di un affare che riguardava quasi solo i game show (i quiz), oggi anche le serie televisive ne fanno parte a pieno titolo. A dispetto di tutto ciò, va ricordato al lettore che per fare televisione i format non servono davvero

Cose. Il potere degli oggetti in Mad Men

mad men

Mad Men è una serie ambientata a New York all’inizio degli anni Sessanta. Quest’affermazione contiene due verità parziali, incomplete: New York e gli anni Sessanta. I Sessanta della serie sono allo stesso tempo la coda degli anni Cinquanta – relativamente al mondo rappresentato e alla percezione che di esso hanno i protagonisti – e l’anticipazione di un decennio che con il Vietnam, la rivolta studentesca, i movimenti di liberazione delle minoranze e gli assassinii di JFK, Martin Luther King, Bob Kennedy e Malcom X ha reso manifesta la fine di una società che aveva portato gli Stati Uniti a conquiste e successi straordinari. L’altro termine di verità parziale è New York.

Voglio essere la HBO. AMC e il modello delle serie di qualità

breakingbad

Walter White è un professore di chimica che insegna e vive in una cittadina del New Mexico. Un giorno scopre di avere un tumore ai polmoni che lo ucciderà quasi certamente nel giro di due anni. Sua moglie è incinta e il figlio adolescente è vittima di una paralisi cerebrale parziale. Walt è un uomo orgoglioso e una figura patriarcale, e pur di aiutare la sua famiglia a sopravvivergli mette in atto una radicale trasformazione di sé: usa le sue conoscenze di chimica per produrre metamfetamina. La migliore metamfetamina presente sul mercato, la più pura. Queste sono le premesse narrative di Breaking Bad, una delle serie tv più premiate degli ultimi anni, orgoglio del canale basic cable AMC. È difficile tradurre in modo soddisfacente l’espressione “breaking bad”, quello che sottolinea è un cambiamento radicale, una trasformazione improvvisa del carattere e quindi del modo di agire nel mondo.

Piano Marshall! Sviluppi della scrittura e figure del mutamento

Proposta per un catalogo di fenomeni che comprenda l’emoticon, il tormentone, la scrittura-orale e le esposizioni in PowerPoint. Bartezzaghi ci propone una rilettura di Marshall Mc Luhan nell’anno che celebra il centenario della sua nascita. Pezzo pubblicato all’interno di «Link Mono – Marshall McLunah 1911-2011». L’evoluzione del linguaggio e la nascita di una scrittura ibridata con l’oralità: dove il rabdomante McL aveva presentito la falda acquifera è giunta un’alluvione.

di Stefano Bertegazzi

Il file su cui sto incominciando a scrivere questo pezzo è sovrapposto ad altri due file. Almeno così pare a me, nell’illusione che il desktop verticale del computer sia davvero analogo a quello orizzontale della scrivania.

La mia diversità è di massa:
intervista a Walter Siti

di Francesco Borgonovo

Siti parla di tv con la confidenza di chi conosce pregi e difetti del mezzo, i momenti di verità e le grandezze del piccolo schermo (senza neanche dover ricorrere alle solite serie tv). Rompendo stereotipi e luoghi comuni e parlando dell’influenza (poca o troppa) della tv sugli scrittori italiani. Intervista apparsa su Link 10 – Decode or Die.

Davanti a casa di Walter Siti dovrebbe esserci la fila. Una bella coda, lunghissima, di pellegrini in attesa di abbeverarsi alla sua saggezza. Se c’è uno scrittore italiano che abbia saputo raccontare il nostro Paese – peraltro senza l’arrogante pretesa di farlo – quello è lui.

La trasgressione al potere. L’Ultra-Camp

di Fabio Cleto

Nell’ultimo decennio la produzione culturale è state segnata da un fenomeno trasversale ai mezzi: l’indie degli anni ’90, inseguito con affanno da chi voleva un’alternativa alle proposte culturali dominanti, è diventato mainstream, alla portata di tutti. Un punto su cui varrebbe la pena di riflettere, perché se la “retroguardia” smette di subire le incursioni dell’avanguardia e le metabolizza, allora forse bisogna cominciare a usare strumenti diversi e avere un approccio diverso, anche nei confronti delle produzioni di massa.

Intervista a Silvia Pareschi, traduttrice di Jonathan Franzen

Silvia Pareschi racconta l’esperienza di tradurre Jonathan Franzen. Estratto di un’intervista pubblicata su Studio, bimestrale di approfondimento culturale, fresco di uscita.

di Fabio Guarnaccia

Lo scorso settembre, sulla scia delle prime critiche a Freedom, ho sentito il bisogno di rileggere Le correzioni. Nonostante lo avessi amato moltissimo, non mi era più capitato di leggere Franzen, fatta eccezione per qualche saggio. A parte confermare l’entusiasmo provato anni prima, la rilettura aveva messo in moto altro.

La strategia delle emozioni. L’io dal reality show ai social network

di Manolo Farci

Dopo il 2000, e Grande fratello, sono esplosi i confessionali e le bacheche, il “mi piace” e il “mi sei arrivato”, gli stati aggiornati di continuo e i provini, The Club e Small World. Sul piccolo schermo come sui media che ci ostiniamo a definire “nuovi”, gli Zero sono stati anche gli anni dell’emozione. Dai reality a Facebook, tutti vogliono raccontare la loro storia. Questo pezzo è stato pubblicato su Link Mono – “Ripartire da Zero”.

Lo stesso coinvolti

di Francesca Serafini

Un viaggio tra remote città fantasma, dove aleggia ancora la speranza, e le nostre città, al cui posto sembra aver attecchito “l’indecenza della non rabbia, della non bestemmia, della rassegnata assuefazione”. Parole di De Andrè, attraverso le quali mettere in crisi il nostro presente.

Manuale d’istruzione per una scrittura davvero televisiva

sopranos

Denis Mc Grath, autore tv canadese, ci racconta come si scrive una serie. Alcune anticipazioni: per scrivere un telefilm bisogna dimenticarsi del cinema e capire che la scrittura seriale è tutta un’altra cosa. Che un break pubblicitario non è una pausa ma la chiusura di un atto. Che il motore di una serie è tutto […]