Il futuro e la scomparsa della sinistra

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Mentre all’estero persino l’Economist dedica una copertina (con un articolo critico, certo) a “The rise of millennial socialism”, e mentre Bernie Sanders ufficializza la sua candidatura alle primarie del 2020 in Italia quella che sembra completamente sparita dal dibattito pubblico è qualsiasi prospettiva di sinistra, di una vera sinistra che non si rifaccia supinamente al modello neoliberale ma che provi a dare risposte risposte diverse a problemi vecchi e nuovi.

Ci troviamo sicuramente in una situazione politica molto grave a livello nazionale, con un governo composto da un matrimonio combinato tra due partiti che esprimono quelle che sono le peggiori ideologie in ambito occidentale: sovranismo, populismo e razzismo, misti a impreparazione e inesperienza.

Il caso Cesare Battisti e quello che accade in Italia oggi

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Dopo l’arresto di Cesare Battisti si sono levate da tutte le parti parole di giubilo per la fine della latitanza di quello che, forse suo malgrado, era diventato ormai un simbolo vivente della stagione della lotta armata, pur senza averne davvero la caratura.

Battisti era infatti un membro (mai stato il capo) dei PAC, Proletari Armati per il Comunismo, una formazione tra le decine appartenenti alla lotta armata in Italia che non spiccava certo per le sue formulazioni politiche, più vicina alla delinquenza comune che ai proclami e alle teorizzazioni di altri gruppi, attiva soprattutto negli espropri proletari e nella lotta contro le istituzioni carcerarie, e diventata famosa principalmente per il numero di omicidi compiuti (cinque, un numero molto lontano dagli ottantasei delle Brigate Rosse, ma comunque sufficiente a renderla il terzo gruppo armato di quella stagione per numero di attentati).

Come il (non) tema dell’immigrazione sta monopolizzando la campagna elettorale

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Se c’è una cosa sulla quale tutti i commentatori sono d’accordo, al punto da essere diventata un luogo comune alla “non esistono più le mezze stagioni”, è che stiamo vivendo una campagna elettorale orribile.

Uno dei problemi principali è che si sta incentrando pressoché esclusivamente, anziché su tematiche importanti e pressanti come quelle del lavoro o dell’ambiente, sulla “paura dell’immigrato”.

È ovvio che se passa l’idea che questo sia il principale problema dell’Italia sicuramente andremo incontro a un successo delle destre, che se viene assecondato questo tipo di narrazione la sinistra non ha alcuna possibilità di vincere.

Ma è vero che stiamo vivendo un’invasione?

I numeri sembrano raccontare una storia diversa.