Lettera aperta e direi amichevole a Maria Ida Gaeta a proposito della Casa delle Letterature e del Festival delle Letterature (di cui, per chi non lo sapesse, è la direttrice da più di dieci anni)

Cominciamo da qualche mese fa.
Quattro giorni prima di Natale 2011 vengo invitato da un gruppo di amici sardi o giù di lì (i fratelli Soriga e Giovanni Peresson) a leggere un mio racconto sul Natale in un appuntamento ormai rituale che si chiama Natale Acido. Leggere pezzi inediti scritti sul Natale, racconti corrosivi, comici, roba così. Ci siamo io, Celestino Tabasso, Vins Gallico, Paola Soriga, Fabio Viola, mia sorella Veronica Raimo, Claudio Morici, Francesco Pacifico, Melissa Panarello, Flavio Soriga; i giornalisti Alessandro Mazzarelli, Daniela Amenta, Giuseppe Rizzo; il cantautore Giovanni Peresson. La cosa quest’anno si svolge a un locale di San Lorenzo che si chiama Le Mura, ci divertiamo molto, i racconti che vengono letti sono molto belli, alcuni scrittori tipo Morici o Flavio Soriga sono dei performer proprio bravi, c’è un sacco di gente. Bello, insomma, come dire, nonostante sia un reading. I Soriga e Peresson lo organizzano ormai da qualche anno, replicando anche a San Valentino con una cosa che si chiama Amori Acidi.

Il romanziere e lo scrittore

di Francesco Longo

Il romanziere e lo scrittore. La pop star della cultura e il sacerdote stimato dalle nicchie. Ovvero: il fabbricatore di bestseller Wilbur Smith, e il raffinato cesellatore letterario Michele Mari. Stasera, il Festival Internazionale delle Letterature di Massenzio a Roma abbina, in una sola serata, due scrittori lontanissimi, gli scrittori più incompatibili che si possano immaginare. Sarà come se si avessero insieme Theo Angelopoulos e il regista di un pop-corn movie.