Il voto e i figli di Grillo

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(Fonte immagine: ALPOZZI/INFOPHOTO.)

di Cesare Buquicchio

Le analisi sul voto del 24 e 25 febbraio in molti casi sono sorprendenti in modo inversamente proporzionale alla sorpresa degli stessi commentatori rispetto al risultato uscito dalle urne. Più i commentatori sono stati spiazzati da Grillo, più hanno cominciato a macinare triti luoghi comuni sulle dinamiche politiche del web, sul livello alto e/o basso di molte discussioni on line, sulla contrapposizione tra partito liquido e partito ‘radicato’, sulla necessità di apparati comunicativi efficaci in luogo di programmi affidabili e/o appetibili, ecc… Discorsi che, con alcune brillanti eccezioni, appaiono riedizioni di precedenti riflessioni e/o riadattamenti di analisi buone per (quasi) tutte le stagioni.

Ragionare appena appena di politiche culturali il giorno in cui si vota

nicolini

Ricominciamo con un nome: Renato Nicolini. Sarebbe bello se tra le molte persone che ci verranno in mente mentre siamo la cabina elettorale, ci lasciassimo ricordare Renato Nicolini. Ma non per il dovuto omaggio a un interprete di una politica non ridotta a passione triste, quanto piuttosto per il dovere di ricordare sempre che nella […]