Grazie della foto, e ora? Un’interpretazione candida (ma anche no) dei dati Nielsen sulla lettura presentati dal Cepell giusto ieri

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È un po’ di tempo che ci stiamo occupando del Cepell, ossia del Centro per il libro e la lettura, un organismo fortemente voluto da chi ha a cuore la promozione della lettura in Italia. Il Cepell ha visto la luce solo nel 2008 e ieri in un’attesa conferenza stampa ha presentato il rapporto Nielsen sulla lettura degli italiani relativi al 2011. In questi mesi ci eravamo chiesti se tra le priorità delle attività del Cepell ci dovesse essere quella di fare ricerche di mercato – più utili agli uffici commerciali delle case editrici che ai tanti bibliotecari, per dire, che vivono una situazione di urgenza al di là dell’immaginabile. Comunque, abbiamo aspettato questa conferenza stampa, sperando di venire smentiti. Non è accaduto.

Una lettera dal Centro per il Libro e la Lettura

In un articolo di qualche giorno fa apparso su minima&moralia, Christian Raimo, nell’elencare le iniziative indipendenti e quasi mai finanziate che alimentano la vita culturale nella capitale, apriva una parentesi molto critica sul Centro per il Libro e la Lettura, un organismo ministeriale di cui, almeno all’autore del pezzo, sfuggiva il senso. Ieri è arrivata in redazione una lettera dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali firmata da Flavia Cristiano, direttore del Centro, in cui si rettificano alcune asserzioni presenti nell’articolo. Ci sembra giusto e doveroso pubblicare in questa sede la sua replica.

di Flavia Cristiano

Ho letto con interesse le informazioni contenute nell’articolo di Christian Raimo, pubblicato il 19 febbraio sul blog culturale di minimum fax. L’articolo contiene alcune osservazioni sul merito e sull’operato del Centro per il libro e la lettura alle quali desidero replicare; pur riconoscendo che le critiche costruttive e i suggerimenti sono sempre ben accetti (e ne faremo tesoro per migliorarci), vorrei segnalare alcune imprecisioni.