L’incantesimo e l’arcobaleno. La fotografia di Piero Percoco

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Un viaggio nella fotografia del pugliese Piero Percoco, che ha raccolto i suoi lavori nel libro “Prism interiors” (Skinnerboox).

A luz do Sul

L’immaginario album fotografico di Giuseppe Garibaldi in Sudamerica, cioè quando Garibaldi combatteva col nonno di Borges a Montevideo…

di Fabio Stassi

Primo scatto: Marsiglia, il porto. Nel fondo si distingue con chiarezza la dogana, il faro, l’insenatura. È il 1835. Un uomo di 27 anni aspetta sulla banchina di essere imbarcato su una nave francese, il Nautonnier. Una nave vecchia di tre lustri, 204 tonnellate di stazza. Destinazione Rio de Janeiro, lungo la rotta tradizionale delle Canarie e delle isole di Capo Verde. 70 giorni di navigazione.

Fiché? photographie et identification du Seconde Empire aux années soixante

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In questo articolo, uscito per «Alias», Carlo Mazza Galanti ci presenta la mostra fotografica «Fiché», visibile agli Archives Nationales di Parigi fino al 23 gennaio 2012. Di questa mostra aveva già scritto Giorgio Vasta qualche tempo fa (leggi l’articolo).

di Carlo Mazza Galanti

Lo zelo del poliziotto parigino Alphonse Bertillon inaugurò, nel 1879, un nuovo importante capitolo nella storia dell’immagine meccanica: la nascita della foto segnaletica. Ci furono dei precedenti. La famosa “carte de visite” di Eugène Disderi (sorta di foto-biglietto da visita che ebbe notevole successo commerciale a metà del XIX secolo), e in generale la variegata ritrattistica che negli stessi anni prese piede a Parigi

Un altro tempo ha luogo: un dilemma etico nelle immagini di McCurry

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«Però bello, no?». «Sì, non c’è dubbio… bellissimo»: così uno dei commenti che ho raccolto all’uscita della mostra dedicata a Steve McCurry presso il MACRO Testaccio di Roma. Il tono di accondiscendenza tradiva un lieve disagio, quasi che rompere il silenzio fosse superfluo. E in effetti, nell’affollato percorso espositivo regnava un sorprendente silenzio concentrato. Le immagini – alcune notissime – sono certamente responsabili della concentrazione. “Bellissime, non c’è dubbio”, stupefacenti, coloratissime, stampate in formati enormi e disposte su griglie sferiche a circondare lo spettatore.

La foto segnaletica diventa una mostra

Un nome, un cognome, un luogo e una data di nascita, possibilmente una residenza; dalla seconda metà dell’Ottocento anche le impronte digitali ma soprattutto una fotografia.
A partire da questi presupposti in Francia, tra la Seconda e la Terza Repubblica, si formalizza un’idea di identità giuridica – e dunque un sistema di pratiche e di protocolli – che nei decenni successivi si farà talmente pervasiva da normalizzarsi conducendo a quella che è oggi la nostra esperienza di ciò che si intende per identità legale.

Il re nudo

Questo pezzo è uscito sul numero 68, marzo 2011, di I duellanti.

di Franco Marineo e Federica Timeto

Perché legatemi, se volete, ma non c’è
nulla che sia più inutile di un organo
Antonin Artaud

Un’immagine che forse c’è. O non c’è, oppure non c’è ancora. Ma, davvero, è del tutto indifferente che essa ci sia o appaia mai. Questa immagine l’abbiamo tutti dentro la testa. La vediamo da alcune settimane senza realmente guardarla.

La potenza dei poveri

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Questo articolo è uscito su Alias.

La potenza dei poveri (Jaca Book, trad. di Marinella Correggia, pp. 300, 29 euro), secondo Majid Rahnema, non ha nulla a che fare con il potere, la potentia nulla a che spartire con la potestas. Credo di averne avuto una bella dimostrazione circa un mese fa, a Bamako, capitale del Mali.

Fotografia e narrazione

Si può cominciare sfogliando la nuova edizione di un celeberrimo capolavoro della fotografia, The Americans di Robert Frank, rivisitato per il cinquantenario, nel 2009, sotto la cura attenta dell’autore. Oppure affrontare Looking in Robert Frank The Americans (Steidl, a cura di Sara Greenough). il denso volume che ne analizza in modo ‘espanso’ i materiali originali […]

Altre narrazioni

Negli ultimi tempi mi sono imbattuto in dispositivi non narrativi piegati con risultati sorprendenti alla narrazione. Oggetti che usano i materiali e le forme del racconto all’interno di frame se non nuovi perlomeno inusuali, e nel farlo, questo è il bello, ci dicono qualcosa sullo statuto dello storytelling in questo inizio di millennio – storytelling […]

La Jetée

Questa recensione del film La Jetée di Chris Marker, una delle tante che J.G. Ballard ha redatto durante la sua pseudo carriera di critico dei media freelance, mostra in modo esemplare il suo istinto infallibile per le cose originali. Apparsa per la prima volta in New Worlds, luglio, 1966. Questo film strano e poetico, un […]