Sull’editoria di poesia contemporanea – #3: Franco Arminio

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Pubblichiamo la terza puntata dell’inchiesta sulla poesia contemporanea in Italia curata da Francesca Sante. Qui la prima parte, qui la seconda.

Sto cercando di capire se ci possono essere delle possibilità di ampliamento per il mercato editoriale e per il pubblico della poesia. Quindi ho pensato alla sua figura in quanto notoriamente impegnata in questo senso, sia attraverso azioni tipicamente editoriali, che attraverso azioni fisiche, sul campo. Per la sua persona si può parlare di militanza poetica?

Io non è che posso dire granché sulle cose che faccio, spetta agli altri giudicarle. Sì, certo, a parte scrivere libri, e quindi ovviamente offrire l’opportunità a chi vuole di comprarli. Poi rispetto alla poesia faccio certe azioni per sensibilizzare la gente. Nel caso della poesia, appunto, l’interesse verso la poesia a me fa piacere. Fa piacere se si leggono più libri di poesia (non solo i miei). E con la paesologia, quindi andando in giro e raccontando queste questioni, c’è qualcuno che poi si appassiona e magari cerca anche in questo caso di argomenti miei o anche di altri. C’è un intreccio di azione letteraria in senso classico e azione letteraria intesa in senso un po’ nuovo, che utilizza anche la rete.

Sull’editoria di poesia contemporanea – #2: Alessandro Burbank

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Pubblichiamo la seconda puntata dell’inchiesta sulla poesia contemporanea in Italia curata da Francesca Sante. Qui la prima parte.

Innanzitutto, da quanto tempo sei attivo all’interno del campo della poesia orale?

La prima volta che sono salito sul palco avevo sedici anni. Però è dall’università che la prendo non dico seriamente, ma abbastanza.

Quindi hai cominciato direttamente come poeta performativo.

Ho vinto un premio di poesia erotica a una festa tradizionale del Carnevale veneziano e ciò ha segnato un po’ tutto quello che sarebbe stata la mia poesia successiva. Prima scrivevo già.

Sull’editoria di poesia contemporanea – #1: Benway Edizioni

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L’intervista che segue è parte di un progetto di tesi di laurea magistrale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, nel quale si indagano le possibilità di ampliamento del pubblico della poesia contemporanea in Italia. Il campione dei professionisti intervistati è stato scelto di modo da coprire l’intera filiera culturale – da chi crea il testo, a chi lo produce e lo diffonde, per quanto a volte queste categorie vengano a coincidere. In ognuno di questi tre settori sono state ascoltate voci afferenti i diversi ambiti della cultura: di nicchia, medio e di massa. Le interviste sono state tutte effettuate di persona dall’autrice, che ha scelto di ridurre al minimo il suo intervento sui testi. I refusi tipici del parlato degli intervistati (anacoluti, ripetizioni, intercalari, omeoteleuti) sono da ritenersi intenzionali. Quella che segue è l’intervista realizzata con Guido Marzaioli di Benway.

Che cosa è Benway?

Benway è un’esperienza che nasce da EX.IT. Io, Mariangela, Michele e Marco Giovenale (gli stessi curatori di EX.IT) abbiamo creato questo festival che aveva lo scopo di dare atto di cosa stava succedendo in un particolare ambito di scritture, che per comodità viene detta di ricerca – definizione che a me non è mai piaciuta – ma diciamo di ricerca, fuori contesto, difficilmente collocabile.