Sull’editoria di poesia contemporanea: – #9: Collezione di poesia Einaudi

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Riprendiamo la serie di interviste curate da Francesca Sante sulla poesia contemporanea italiana. Qui tutti gli articoli precedenti.

Possiamo dire senza troppe remore che Einaudi è l’unico grande editore storico che continua a puntare, se non con spericolatezza almeno con cocciutaggine, sui libri di poesia. In «Collezione di Poesia» è evidente il lavoro di equilibri certosini con cui si inanellano nuove uscite e ripubblicazioni dirette verso un obiettivo duplice, di sostenibilità economica e arricchimento culturale. Chiaramente i suoi poeti non sono esordienti assoluti, ma capita che l’editore favorisca il loro ingresso generalmente alla terza o alla quarta pubblicazione, accanto a nomi importanti e apprezzati nel tempo. Agli autori italiani e alle riscoperte del passato vanno aggiunti i poeti stranieri.

Sull’editoria di poesia contemporanea – #8: Interno Poesia

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Photo by Valentin Salja on Unsplash

Nuova intervista della serie curata da Francesca Sante sulla poesia contemporanea. Qui tutte le puntate precedenti.

Andrea Cati è direttore editoriale di Interno Poesia, casa editrice che pubblica solo poesia, nata a settembre 2016 a partire dal blog omonimo (fondato ad aprile 2014). IP rappresenta uno dei modus operandi più interessanti nell’industria editoriale e tra le case editrici di poesia. Si fonda su un modello di business e su una strategia comunicativa che mirano al coinvolgimento della community dell’autore e dell’editore.

Sull’editoria di poesia contemporanea – #7: Dome Bulfaro

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Nuova intervista per la serie curata da Francesca Sante sulla poesia contemporanea in Italia. Qui le puntate precedenti. (fonte immagine; lo scatto è di Dino Ignani).

Dome Bulfaro (1971) è una figura abbastanza eclettica nel panorama poetico italiano, tra i più attivi nel campo della poesia performativa. Lavora come editore (MilleGru) pubblicando libri di poesia, e come scrittore di pièce teatrali, che si occupa poi di realizzare facendo sconfinare la figura del poeta in quella di attore e quindi performer.

Su invito dell’Istituto Italiano di Cultura ha rappresentato la poesia italiana in Scozia, Australia e Brasile, rispettivamente nelle manifestazioni “5PX2 – Five Italian Poets and Five Scottish Poets” (IIC di Edimburgo, 2009), “L’Italia e i territori, l’Italia del futuro – Italy and territories, Italy of the future” (IIC di Melbourne, 2012), “FLUPP – Festa Literária Internacional das Periferias” (IIC di Rio De Janeiro, 2014).

Sull’editoria di poesia contemporanea – #6: Movimento per l’emancipazione della Poesia

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Nuova intervista per la serie di Francesca Sante sulla poesia contemporanea in Italia. Qui le puntate precedenti.

«La prima cosa che c’è da dire è che le risposte che arrivano, arrivano da una parte di noi, non sono per forza rappresentative dell’intero Movimento. Anche se abbiamo dei capisaldi comuni, è importante far sapere che dietro il MeP ci sono molti punti di vista e solo alcune certezze condivise, in questo siamo molto contemporanei».

Così avvertono alcuni membri del Movimento per l’emancipazione della Poesia (MeP), appena ci sediamo per cominciare questa intervista. Loro sono in quattro, avranno dai 23 ai 30 anni al massimo, ma mi spiegano che ci sono anche membri più vecchi e alcuni minorenni.

Sull’editoria di poesia contemporanea – #5: Guido Mazzoni

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Quinta puntata dell’inchiesta a cura di Francesca Sante sulla poesia contemporanea in Italia. Qui le puntate precedenti: Benway Edizioni, Alessandro Burbank, Franco Arminio, Franco Buffoni. (fonte immagine)

In Libri, editori e pubblico nell’Europa moderna (1977), Armando Petruccis crive a proposito di Gabriele Giolito, editore del Cinquecento, all’interno dei cui cataloghi troviamo molti successi editoriali del tempo: “Giolito comprese il processo di ampliamento del campo sociale della scrittura, e in particolare comprese che tra pubblico della poesia e poeti non c’è più la separazione profonda di una volta, ma che i due campi finivano sempre più per sovrapporsi: la folla crescente (e che chiedeva spazio tipografico per realizzarsi) dei petrarchisti tendeva ad assumere il volto e le proporzioni della folla degli alfabeti”.

Sull’editoria di poesia contemporanea – #4: Franco Buffoni

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Ed ecco la quarta puntata dell’inchiesta sulla poesia contemporanea in Italia curata da Francesca Sante. Le interviste precedenti sono qui: la prima, la seconda, la terza.

Franco Buffoni è qui interpellato non come poeta, né come traduttore, né in qualità di critico, ma in un’ulteriore sfaccettatura della sua figura intellettuale, quella forse meno approfondita al momento, per quanto da sempre presente: ovvero nel suo ruolo di editor di collane di poesia e dunque di operatore culturale della poesia. Una qualità che deriva probabilmente dal suo essere mediatore culturale tra le lingue, dunque traduttore. Esemplare da questo punto di vista è l’antologia da lei curata, Italian Contemporary Poets, che lei ha voluto e curato in inglese, e che è un tipo di testo diretto e pensato più che per il pubblico di lettori di poesia per l’ambiente dell’ambasciata, dell’Istituto Italiano di Cultura e della fiera del libro, con la quale si vogliono far conoscere le varie voci italiane a un possibile mercato estero. Lei ha anche curato antologie di poeti italiani tradotte in russo, cinese, spagnolo, arabo, ebraico,per volontà del Ministero dei Beni Culturali in accordo con il Ministero degli Esteri. Qual è il senso del suo impegno come operatore culturale all’interno del mercato della poesia? Cosa ha fatto sì che intraprendesse questo ruolo?

Questo tipo di ruolo è venuto da sé, in seguito a mosse precedenti. Quindi il fatto di essere poeta, un accademico, il fatto di avere sempre frequentato come donatore di idee la piccola, la media, la grande editoria, questo ha fatto sì che in età abbastanza giovane io abbia cominciato con l’esperienza dei Quaderni di Poesia Italiana Contemporanea che risalgono ormai ai primi anni ’90 e poi appunto alla curatela di antologie sempre mirate a un target specifico; lei ha ricordato quelle appunto in portoghese, cinese.

Sull’editoria di poesia contemporanea – #3: Franco Arminio

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Photo by Peter Lewicki on Unsplash

Pubblichiamo la terza puntata dell’inchiesta sulla poesia contemporanea in Italia curata da Francesca Sante. Qui la prima parte, qui la seconda.

Sto cercando di capire se ci possono essere delle possibilità di ampliamento per il mercato editoriale e per il pubblico della poesia. Quindi ho pensato alla sua figura in quanto notoriamente impegnata in questo senso, sia attraverso azioni tipicamente editoriali, che attraverso azioni fisiche, sul campo. Per la sua persona si può parlare di militanza poetica?

Io non è che posso dire granché sulle cose che faccio, spetta agli altri giudicarle. Sì, certo, a parte scrivere libri, e quindi ovviamente offrire l’opportunità a chi vuole di comprarli. Poi rispetto alla poesia faccio certe azioni per sensibilizzare la gente. Nel caso della poesia, appunto, l’interesse verso la poesia a me fa piacere. Fa piacere se si leggono più libri di poesia (non solo i miei). E con la paesologia, quindi andando in giro e raccontando queste questioni, c’è qualcuno che poi si appassiona e magari cerca anche in questo caso di argomenti miei o anche di altri. C’è un intreccio di azione letteraria in senso classico e azione letteraria intesa in senso un po’ nuovo, che utilizza anche la rete.

Sull’editoria di poesia contemporanea – #2: Alessandro Burbank

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Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

Pubblichiamo la seconda puntata dell’inchiesta sulla poesia contemporanea in Italia curata da Francesca Sante. Qui la prima parte.

Innanzitutto, da quanto tempo sei attivo all’interno del campo della poesia orale?

La prima volta che sono salito sul palco avevo sedici anni. Però è dall’università che la prendo non dico seriamente, ma abbastanza.

Quindi hai cominciato direttamente come poeta performativo.

Ho vinto un premio di poesia erotica a una festa tradizionale del Carnevale veneziano e ciò ha segnato un po’ tutto quello che sarebbe stata la mia poesia successiva. Prima scrivevo già.

Sull’editoria di poesia contemporanea – #1: Benway Edizioni

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L’intervista che segue è parte di un progetto di tesi di laurea magistrale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, nel quale si indagano le possibilità di ampliamento del pubblico della poesia contemporanea in Italia. Il campione dei professionisti intervistati è stato scelto di modo da coprire l’intera filiera culturale – da chi crea il testo, a chi lo produce e lo diffonde, per quanto a volte queste categorie vengano a coincidere. In ognuno di questi tre settori sono state ascoltate voci afferenti i diversi ambiti della cultura: di nicchia, medio e di massa. Le interviste sono state tutte effettuate di persona dall’autrice, che ha scelto di ridurre al minimo il suo intervento sui testi. I refusi tipici del parlato degli intervistati (anacoluti, ripetizioni, intercalari, omeoteleuti) sono da ritenersi intenzionali. Quella che segue è l’intervista realizzata con Guido Marzaioli di Benway.

Che cosa è Benway?

Benway è un’esperienza che nasce da EX.IT. Io, Mariangela, Michele e Marco Giovenale (gli stessi curatori di EX.IT) abbiamo creato questo festival che aveva lo scopo di dare atto di cosa stava succedendo in un particolare ambito di scritture, che per comodità viene detta di ricerca – definizione che a me non è mai piaciuta – ma diciamo di ricerca, fuori contesto, difficilmente collocabile.