La stanza di Therese: un estratto

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Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dall’ultimo libro di Francesco D’Isa, La stanza di Therese (tunué).

di Francesco D’Isa

Ho contemplato il panorama di questa stanza fino allo sfinimento e ho ripetutamente imposto posizioni, ruoli e confini agli oggetti che mi circondano. I libri, soprattutto. Ne ho acquistati a sufficienza da creare tre ziggurat sulla scrivania (li impilo dal più grande al più piccolo) e due sui comodini, mentre il rimanente dorme nei cassetti.

Dubitare contro la guerra

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di Francesco D’Isa

Si dice che coloro che non conoscono la guerra sono per metà fanciulli, e forse è vero. Anche chi scrive queste parole, come probabilmente la maggior parte di chi le leggerà, non ha mai affrontato questo rito d’iniziazione grazie al quale da preda (bimbo) si diventa predatore (adulto) e ha dunque la fortuna di essere per metà fanciullo. È pur vero che sport, lavoro, arti, giochi, amore e altre catarsi sono dei buoni candidati per sostituire una così rischiosa cerimonia; se non dovessero sembrare alternative convincenti basti pensare agli effetti collaterali di una guerra: morte, pestilenza, rapina, stupro, sopruso, malattia, follia e quant’altro; come amplificatore del dolore la guerra non ha rivali e può tranquillamente fregiarsi della corona di male maggiore. Detto questo, è noto da tempo innumerevole che le sue principali cause non sono rituali; nel sanscrito del 1200 a.C. il termine che la designa (yuddha) significa “desiderio di possedere più mucche” — e sebbene in guerra muoiano parecchie mucche, alcuni riescono effettivamente a ottenerne di più.

“Non rinuncio alla battuta”. Breve fenomenologia di un Pieraccioni arrogantello.

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di Francesco D’Isa La retorica è il più astuto dei serpenti, e cambia forma in base alla terra su cui striscia. Dalle nostre parti, ad esempio, assume spesso la forma della simpatia. Si tratta di una manifestazione solo apparentemente banale, che non va considerata con superficialità; già nel ‘23 Max Scheler le dedicò un trattato, […]

Ah ah ah. Ovverosia, per un’innovazione del linguaggio comico usato nella politica.

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La (fiacca) battuta di Berlusconi su quante volte la donna alla convention di Green Power viene (con il comunicato aziendale che la donna si è divertita e si è sentita onorata, poi la controsmentita della donna che dice che non si è divertita né sentita onorata…), Crozza che fa l’imitazione (fiacchissima) di Berlusca a Sanremo […]