Lo spirito dei tempi in una classifica: come le invenzioni del 2018 parlano (non tanto bene) di noi

1 Copertina nanobebe

di Francesco Frisari

Tante classifiche prima dell’inizio di un nuovo anno salutano il precedente con i suoi migliori dischi, film e ovviamente serie tv. Ma ce n’è una diversa, che sembra darci uno sguardo su quello che una volta si sarebbe chiamato lo spirito dei tempi, l’aria o il pensiero che tira. Riguarda i veri protagonisti e compagni delle nostre vite, altro che la cultura che interessa i soliti pochi in cerca di distinzione, si occupa infatti di prodotti tecnologici, nel senso delle migliori cinquanta invenzioni dell’anno scelte come da sua abitudine da Time Magazine nel numero di fine novembre, che oltre all’innovazione evidentemente pensa anche ai regali di Natale.
Sono le «invenzioni che stanno rendendo migliore, più intelligente e anche un po’ più divertente il mondo», ma non si tratta di brevetti universitari o complessi marchingegni usciti da qualche centro di ricerca, sono beni di consumo, in vendita o che stanno per esserlo. L’anno scorso nella lista insieme al Fidget Spinner, la piccola trottola da dita che di certo non ha cambiato il mondo,c’erano l’iPhoneX, il nuovo modello della Tesla e l’ultima console Nintendo, nient’altro che versioni più recenti di prodotti già affermati, mentre quest’anno Samsung è presente con una tv camaleontica che può imitare il muro cui è attaccata, la Reebok con un reggiseno sportivo che percepisce e accompagna il movimento e ancora la Nintendo con un kit per costruire controller per videogames.