Recensioni in forma di suggestione 10

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Recensioni in forma di suggestione 10: Di creta (Maria Attanasio)

Il professore rigirò il bicchiere fra le mani, ruotandolo tra i palmi, mentre un riflesso ambrato gli colorava la linea della vita della destra e un’indolente musica si incaponiva da un altoparlante in radica. Vic Chesnutt diceva che A o B, per lui, sarebbe stato uguale, e il professore si era perso un momento a confondere A e B. «In fondo, siamo tutti analfabeti», amava dire, «chi più chi meno». Si versò un altro po’ di liquore, con mano ferma, sorpreso di non tremare più. Aveva smesso di piovere e dagli scuri, spalancati perché l’aria settembrina sferzasse il corpo indolenzito del professore, entravano le voci metalliche degli autobus, che a intervalli irregolari, con cadenza isolana, annunciavano l’arrivo alla fermata Terranova. Poi si chiudevano le porte, e un leggero tremolio dei vetri alle finestre segnalava il movimento del serpentone metallico nell’intricata toponomastica cittadina, una piccola narrazione, protesi altalenante di una storia che acquista nuova vita, una vitarella in verità, tra parcheggi in doppia fila e discrete targhe commemorative.

Recensioni in forma di suggestione – 08

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Questa rubrica racconta le suggestioni nate dalla lettura dei libri di autori siciliani. Qui gli altri articoli. (Immagine: Francesco Quadri.)

Nuovi Mimi (Francesco Lanza)

Il calatafimaro

– Ciccio, che fa, mi ieccu?

– Nca ieccati…

E fu così che l’amico di Ciccio si buttò.

Recensioni in forma di suggestione – 06

Goliarda Sapienza a 620 - orizzontale

Questa rubrica racconta le suggestioni nate dalla lettura dei libri di autori siciliani. Qui gli altri articoli. (Immagine: Francesco Quadri.)

Lettera aperta
(Goliarda Sapienza, passando per Cortàzar)

“Mi amareggia entrare in un luogo ove qualcuno che vive tranquillo ha disposto tutto come una reiterazione visibile della sua anima, qui i libri (da una parte quelli spagnoli, dall’altra quelli inglesi e francesi), là i cuscini verdi, in questo preciso punto il portacenere di cristallo […]. Comunque, feci le valigie, avvisai la sua cameriera che mi sarei sistemato qui, e salii nell’ascensore. Arrivato fra il primo e il secondo piano sentii che stavo per vomitare un coniglietto. Non gliene avevo mai detto niente, e non per slealtà creda, solo perché come fa uno a spiegare alla gente che di tanto in tanto gli viene da vomitare un coniglietto?”

Recensioni in forma di suggestioni – 03

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La rubrica di Gianluca Cataldo racconta le suggestioni nate dalla lettura dei libri di autori siciliani. Qui gli altri articoli.

Lettera come memoria a Michele (Stefano D’Arrigo)

Le isole sono isolate per definizione, per natura. Se ne stanno là, e non si spostano anche se non sono ancorate. O forse lo sono, almeno una lo è. Con le sue tre belle colonne tornite come fossero cosce di femmina, anzi di femminota (che c’è una bella differenza!). Non c’è da fidarsi di quelle terre stabili, una attaccata all’altra come tante isole che fingono di non esserlo.

Una volta ero al porto – mi permetto di divagare – e fissavo dal di qua di Cariddi, e quindi a Scilla, i traghetti che attraversavano questo lungo lungo stretto. Io sono di Scilla, e noi di Scilla non abbiamo ferry-boat (abbiamo i nostri treni che si fermano a Villa e ci fanno scendere proprio prima di essere inghiottiti da questi traghetti, fere immense che mangiano carcasse di metallo che hanno mangiato carcasse d’uomini diretti all’Isola).