Sull’editoria di poesia contemporanea – #3: Franco Arminio

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Pubblichiamo la terza puntata dell’inchiesta sulla poesia contemporanea in Italia curata da Francesca Sante. Qui la prima parte, qui la seconda.

Sto cercando di capire se ci possono essere delle possibilità di ampliamento per il mercato editoriale e per il pubblico della poesia. Quindi ho pensato alla sua figura in quanto notoriamente impegnata in questo senso, sia attraverso azioni tipicamente editoriali, che attraverso azioni fisiche, sul campo. Per la sua persona si può parlare di militanza poetica?

Io non è che posso dire granché sulle cose che faccio, spetta agli altri giudicarle. Sì, certo, a parte scrivere libri, e quindi ovviamente offrire l’opportunità a chi vuole di comprarli. Poi rispetto alla poesia faccio certe azioni per sensibilizzare la gente. Nel caso della poesia, appunto, l’interesse verso la poesia a me fa piacere. Fa piacere se si leggono più libri di poesia (non solo i miei). E con la paesologia, quindi andando in giro e raccontando queste questioni, c’è qualcuno che poi si appassiona e magari cerca anche in questo caso di argomenti miei o anche di altri. C’è un intreccio di azione letteraria in senso classico e azione letteraria intesa in senso un po’ nuovo, che utilizza anche la rete.

Viaggio sentimentale nei luoghi dimenticati

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Questo pezzo è uscito su Repubblica.

«Basta guardare», suggeriva Goffredo Parise. Dello stesso principio-guida – lavorare di sguardo, connetterlo alla durata, confrontarsi con la stratificazione dei fenomeni, con l’architettura complessa delle forme in divenire – si è avvalsa Antonella Tarpino nel compiere un viaggio, o meglio un «muoversi ragionato», attraverso ciò che in questo momento, fungendo da segnatempo tanto irregolare quanto efficace, è in Italia il paesaggio delle macerie e delle rovine. Vale a dire tutti quegli spazi che esistono sul crinale tra presenza e abbandono, tra dissoluzione e un tentativo di recupero che non sia meramente turistico. Frantumi che non sono soltanto forme fisiche della distruzione bensì manifestazioni concrete di quegli «impianti di pensiero» sui quali si fondano le epoche, zone in cui si accumulano i resti dei paradigmi ai quali ci siamo affidati per comprendere ciò che accade.

Il meglio di Pagina3: settimana dal 3 al 7 dicembre

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Questa rubrica è in collaborazione con Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio3. Tutti i venerdì minima&moralia selezionerà gli articoli più significativi tra quelli letti ogni mattina in radio dai conduttori di Pagina 3 e ve li segnalerà. In questo modo cercheremo di offrire una panoramica su quello che è stato il dibattito culturale italiano nel corso della settimana. Il conduttore del mese di dicembre è Nicola Lagioia. Un ringraziamento particolare a Radio3 e a Marino Sinibaldi.

L’osso del Mezzogiorno

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di Alessandro Leogrande

Alle 19,34 del 23 novembre del 1980 la terra prese a tremare. Sono passati trent’anni da allora, dal terremoto dell’Irpinia che ha segnato irrimediabilmente la storia dell’Italia meridionale negli ultimi decenni. La memoria collettiva si nutre di ricordi condivisi, e oggi tutti gli abitanti di Campania, Basilicata e Puglia che allora