I cosiddetti mondi maschili

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Riprendiamo un articolo dal blog Malpertuis

Tess è una ragazza carina e simpatica con una grande passione nella vita: i fumetti. Non si limita a divorare pile e pile di albi: vuole diventare un’artista e riuscire a costruirsi una carriera nel campo.
E, come tutti noi, frequenta le convention e le fiere.
Si immerge in mezzo alla folla di fan, cerca di far girare i suoi lavori, sgomita per conquistarsi un po’ di spazio.
È entusiasta, ama i comics ed è anche in gamba, più della media dei suoi coetanei.
Adora anche il cosplay e certe volte unisce l’utile al dilettevole, recandosi alle convention vestita da qualche eroina del fantastico.

Brian è un autore molto noto e amato.
Ha scritto e disegnato per le tutte le maggiori case editrici e ha la fama di essere un tipo alternativo, sempre pronto a lottare per i diritti, spesso dalla parte delle cause femministe o contro il razzismo o altro ancora.
È un tipo cool, aspetto rassicurante, gran sorriso, modi di fare che ti mettono a tuo agio.
Una star.
Ah, sì, quasi dimenticavo, che scemo: Brian è sposato, sua moglie incinta.

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte settima: Edie Fake – Gaylord Phoenix / Theo Ellsworth – Capacity

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Pubblichiamo la settima e ultima parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui le puntate precedenti.

di Valerio Mattioli

Come i vari Mat Brinkman, C.F. e compagnia, Edie Fake sarebbe anche lui un tipico prodotto della Providence del dopo Fort Thunder, ma il suo lavoro rappresenta quasi suo malgrado un unicum: per otto anni Fake ha lavorato alla serie Gaylord Phoenix, la cui particolarità è quella di essere sostanzialmente un queer comic, cioè un fumetto il cui tema di fondo è l’identità di genere. Fin qui nulla di strano, se non fosse che… be’, è pur sempre un queer comic fatto da uno che a Providence ci ha vissuto, e che di conseguenza ha respirato e introiettato le stranite atmosfere partorite dai vari Multiforce e derivati.

“Perverso e surreale” (stando ai lanci), Gaylord Phoenix è una assurda favola con protagonista una fenice (Gaylord, per l’appunto), disposta a “sacrificare qualsiasi cosa per l’amore e la sete di conoscenza”. Sesso, magia, creature leggendarie… insomma, potete immaginarvelo: un guazzabuglio dal respiro epico in cui la tematica queer è più un pretesto che altro, e in effetti il fumetto potrebbe tranquillamente essere letto come un ciclo sessual-mitologico dai nemmeno troppo vaghi appigli hardcore.

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte sesta: Brian Chippendale – If’n’Oof / Paper Rad/Ben Jones – B.J. and da Dogs

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Pubblichiamo la sesta parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui le puntate precedenti. 

di Valerio Mattioli

Due nomi fondamentali anzichenò. Cominciamo dal primo:

Prima di suonare come ospite d’onore assieme a Bjork e ai Flaming Lips e di esporre le sue cose al MACRO di Roma, Brian Chippendale fu uno dei fondatori del Fort Thunder ed è quindi una delle personalità di spicco dell’originaria famiglia di Providence, anche in virtù del suo ruolo di batterista nei Lightning Bolt, uno dei gruppi più amati e riveriti della scena noise di inizi 2000 (il loro Ride the Skies del 2001 fu una vera e propria ancora di salvezza per chi non ne poteva più di cerebralità post-rock e intimismi elettronici da cameretta – o almeno, fu una salvezza per me).

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte quinta: Jesse Moynihan – Forming

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Pubblichiamo la quinta parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui le puntate precedenti.

di Valerio Mattioli

Di Jesse Moynihan mi ero già innamorato ai tempi di The Backwards Folding Mirror, una miniserie all’inizio autoprodotta e poi conclusasi nell’apoteosi di Follow Me, pubblicato nel 2009 da Bodega: l’autore dichiarava influenze prese a prestito da Lautréamont, Amos Tutuola e Alejandro Jodorowsky, ma in realtà non eravamo molto distanti dal clima tipico di un C.F. più intimista e meno velenoso.

Subito dopo però Moynihan comincia a pubblicare sul proprio sito internet le prime tavole di Forming, e lo scarto con le atmosfere dilatate, sognanti, perché no poetiche del precedente lavoro è spiazzante, soprattutto ora che i primi episodi sono stati collezionati in un unico volume per l’inglese Nobrow, e che quindi è possibile coglierne la poco meno che delirante grandiosità di scala. Non è ben chiaro per quanto ancora la serie andrà avanti. Di sicuro, quello che sappiamo è che è già una faccenda grossa.

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte terza: Johnny Ryan – Prison Pit

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Pubblichiamo la terza parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui le puntate precedenti. 

di Valerio Mattioli

A fine anni 2000, mentre gli appassionati ancora si interrogavano sugli scarabocchi nati sull’onda della scuola di Providence e pubblicati da editori come Picturebox, Johhny Ryan era da tempo uno degli autori di punta del più classico fumetto indie versante “scorretto”, quello che insomma più che da Eightball prendeva le mosse da Hate. I suoi lavori erano pubblicati da Fantagraphics, vale a dire il massimo editore di alternative comics sin dai tempi degli stessi Clowes, Bagge & Ware, e da lì sarebbero arrivate le pagine per Vice, le strisce per il Portland Mercury, nonché una lunga serie di battibecchi, controversie, polemiche un po’ scemotte tra lo stesso Ryan e il resto della comunità alternative (a Ryan piace giocare a fare il punk).

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte seconda: C.F. – Powr Mastrs

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Pubblichiamo la seconda parte del reportage di Valerio Mattioli sul nuovo fumetto indipendente americano. Qui la prima parte.

di Valerio Mattioli

A giudicare dalle reazioni e dai tentativi di emulazione (vedi il caso Johnny Ryan: ne riparleremo), direi che – più ancora di Multiforce – è stato il Powr Mastrs di Christopher Forgues aka C.F. a far detonare il “fumetto alla Providence” presso i circuiti mainstrindie comics USA: il che è curioso se si pensa che Forgues, pur provenendo anche lui dagli stessi ambienti di Mat Brinkman, cominciò a pubblicare le sue storie maggiori quando la prima ondata di fumettisti formatisi in seno al Fort Thunder* – oltre a Brinkman, i vari Brian Chippendale, Brian Ralph, Leif Goldberg… – si era già conquistata le attenzioni di stampa e pubblico specializzati.

Ad ogni modo, stando alle criptiche parole dello stesso autore, Powr Mastrs racconta le gesta di un gruppo di “esseri mistici i cui rapporti di potere fluttuano costantemente”. Presa nel suo complesso, la saga assomiglia a una specie di bolla fantasy sospesa, alle volte eterea e altrettanto spesso inquietante: i protagonisti abitano un mondo fantastico dalle atmosfere rarefatte, diafane e però – o forse proprio per questo – innervate da un’ansia che sfocia volentieri nel morboso, con scene di sesso bizzarro, ambigui giochi di potere, e improvvisi sprazzi di violenza.

Il nuovo fumetto indipendente USA, parte prima: Mat Brinkman – Multiforce

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Valerio Mattioli ci racconta gli scenari del nuovo fumetto indipendente USA. Nella prima puntata, «Multiforce» di Mat Brinkman. 

di Valerio Mattioli

A inizi anni 2000 avevo vent’anni e una connessione internet 56k. Mi piaceva la musica rumorosa e non leggevo fumetti da un po’. Durante gli anni del liceo ero stato un buon appassionato di quelli che all’epoca andavano sotto il nome di alternative (o indie) comics americani, a partire dalla coppia Peter Bagge/Dan Clowes, a cui aggiungere all’occorrenza Charles Burns e naturalmente Chris Ware. Praticamente tutti questi fumetti venivano pubblicati da un editore di Seattle chiamato Fantagraphics Books, e tra questi autori c’era anche chi aveva illustrato le copertine di alcuni dei miei dischi preferiti. Ma erano gli anni 90, appunto. Tempo un po’ e sarebbe arrivato il film di Ghost World nonché le prime (almeno così mi ricordo io) accese diatribe sul cosiddetto graphic novel, un termine verso il quale provavo un’irrazionale, risoluta e preventiva avversione.

Immagini dal Bilbolbul

Si svolge in questi giorni a Bologna il Festival Internazionale del Fumetto Bilbolbul, arrivato quest’anno alla sua sesta edizione. Il Festival, voluto e curato dall’Associazione Culturale Hamelin, propone una programmazione serrata di mostre, incontri con gli artisti, proiezioni animate, performance, laboratori per adulti e bambini, e ospita illustratori e fumettisti provenienti da tutta Europa. È senz’altro l’occasione annuale per immergersi nella produzione sconfinata e underground del fumetto d’autore e noi di minima&moralia invitiamo, chi è nei pressi, a farsi un giro in quella che è da sempre la capitale della nona arte e lasciarsi sedurre da questa vitale invasione dei comics. Per chi invece è troppo lontano, proponiamo una carrellata di illustrazioni prese dalle principali mostre allestite per il Festival

L’Eternauta

di Emiliano Morreale

questo pezzo è uscito sulla rivista Lo Straniero

Nella stazione della metropolitana di Rivadavia, a Buenos Aires, fino al 2002 si trovava un murale che mostrava un uomo in una tuta da palombaro, a figura intera, avanzare verso lo spettatore. La stessa figura venne dipinta per le strade della città qualche anno dopo, in segno di protesta durante la visita di George W. Bush. E la stessa immagine è stata utilizzata nella campagna elettorale da Veronica Kirchner, solo che dentro lo scafandro, sul volto, si potevano intravedere le fattezze di suoi marito Nestor, in coma ma (almeno a quanto voleva simboleggiare l’immagine) ancora presente.

Asterios Polyp

di Nicola Lagioia

Se il nostro establishment culturale non fosse così provinciale da considerare ancora il fumetto un genere artistico minore, non si sarebbe costretti a dire che David Mazzucchelli è il Thomas Pynchon delle tavole disegnate. Noi per fortuna giochiamo un altro campionato, quindi possiamo celebrare in tutta libertà la prima vera graphic novel di questo autore – Asterios Polyp – come uno dei più complessi e interessanti eventi artistici tout del primo scorcio del XXI secolo.