Un altro giorno di morte in America: intervista a Gary Younge

ua (1)

«Il razzismo è un virus insidioso che muta per adattarsi al corpo politico nel quale si annida. La discrepanza di reddito tra i bianchi e i neri è più importante oggi di quanto non lo fosse nel 1963, all’epoca della marcia su Washington, mentre le scuole del Sud sono più segregate ora di quanto non lo siano state negli ultimi quarant’anni», scrive Gary Younge, britannico classe 1969, nel libro pluripremiato Un altro giorno di morte in America (add editore, 350 pagine, 18 euro, traduzione di Silvia Manzio).

Younge, per oltre un decennio corrispondente di punta negli Stati Uniti del quotidiano The Guardian, di cui ora è editorialista insieme ad altre testate come The Nation e The New York Review of Books, ha una cattedra di sociologia all’Università di Manchester ed è attualmente visiting professor presso la London South Bank University.