Le Terre basse sono ancora fertili: l’”Officina” di Michele Prisco

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In attesa che si ridefiniscano nuove date e riprendano i programmi in calendario delle manifestazioni celebrative per il centenario della nascita di Michele Prisco, nato a Torre Annunziata il 4 gennaio del 1920 (l’ultima iniziativa si è tenuta a fine febbraio, a Napoli, con la presentazione del volume Michele Prisco fra letteratura e cinema, a cura di Pier Antonio Toma)  e nell’auspicio che, dopo la pandemia, il turismo culturale fra regioni italiane venga rilanciato, offrendo così l’opportunità di attraversare fisicamente almeno alcuni di quei luoghi dell’anima come le zone boschive alle pendici del Vesuvio, Leopardi, Trecase, Torre del Greco, Vico Equense, sorgenti di tante sue pagine ispirate, mi limiterò a segnalare alcune mie brevi recenti perlustrazioni letterarie, volte a confermare l’ ammirazione che ho sempre nutrito per questo scrittore.

Piccolo vademecum dell’attuale orgoglio industriale

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In questi giorni tetri e preoccupati di diffusione del contagio di Covid – 19, il conforto della lettura mi ha spinto, come penso molti, a rileggere e a riflettere sui capitoli XXXI e XXXII dei Promessi sposi, quelli per intenderci sulla peste, sulle teorie miasmatiche allora in voga e sugli untori.  Ho però anche sfogliato le sue pagine finali. “Le cose si rincamminarono, perché alla fine bisogna che si rincamminino”, scrive con positivo spirito impreditorial-borghese don Lisander.

Da qui il destro di raccogliere, in una fase che nel giro di qualche settimana ci ha prospettato gran parte degli indicatori economici in repentina e imprevedibile picchiata, alcune impressioni che invece nei mesi scorsi mi erano parsi sintomi di un “rincammino” della nostra industria.

Non sono nati tardi – Uno sguardo sulla giovane narrativa cinese pubblicata in Italia

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Photo by Yiran Ding on Unsplash

La scrittrice Di An, oggi trentacinquenne, della provincia cinese dello Shanxi, in una intervista del 2011 affermava: “Voglio scrivere un romanzo davvero sorprendente, che sarà migliore di qualsiasi altro che abbia mai scritto. Credo inoltre che gli scrittori della generazione nata dopo il 1980 creeranno opere eccezionali che saranno ricordate dai nostri discendenti.” (fonte: globaltimes.cn)

Profezia, quand’anche si fosse dimostrata in parte veritiera, davvero poco recepita dalla  nostra editoria. Infatti finora di questa più che promettente autrice non si è pubblicato nessun romanzo. Ma la sua non è “compagna picciola”.

Della giovinezza sul mare di Livorno

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di Gennaro Rega

In un recente incontro pubblico con lo scrittore romano Paolo Di Paolo, si osservò che il titolo del suo ultimo romanzo costituiva un perfetto endecasillabo (U/na/ sto/ria/ qua/si/ so/lo/ d’a/mo/re/). Dichiarata la involontarietà della scelta, egli, però, aggiunse che era in sintonia con il tema dell’autenticità che il libro voleva evidenziare, perché la poesia deve suonare autentica per essere apprezzata.