Eight days a week, i giorni felici dei Beatles

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“Siamo ragazzacci come voi!”, urla John Lennon a una folla che lo sta travolgendo, mentre cerca di salire su un’auto blindata; George, Paul e Ringo, dentro, sorridono, ma hanno l’aria sfatta di chi ha lavorato più di sette giorni a settimana, otto, per l’esattezza, come recita una famosa canzone dei Beatles, che dà il titolo al documentario di Ron Howard.

Un film in cui il regista di Cocoon e Apollo 13 lascia il posto a Richie Cunningham, al ragazzino appassionato di rock’n’roll, protagonista del telefilm Happy Days. Solo un amante sincero dei quattro di Liverpool avrebbe potuto affrontare una storia del genere così, sovrapponendo lo spasmo al divertimento.

Il sentiero della felicità: la vita di Yogananda arriva al cinema

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica.

Nel 1920, quando seppe di dovere andare in America a diffondere pratiche e insegnamenti dello yoga, Yogananda non ci voleva andare. Amava l’India, la gente con cui lavorava, l’oriente. Parlò con il suo maestro, capì che se nessuno avesse illuminato l’occidente non ci sarebbe stato più nessun oriente, e partì. Paramahansa Yogananda è lo yogi e guru che negli anni venti ha introdotto in America gran parte degli insegnamenti del kriya yoga (una forma di yoga che insegna l’unione con Dio attraverso la meditazione) fondando a Los Angeles la Self-Realization Fellowship.

Il mondo dall’alto

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Questo articolo è uscito sul Foglio. Ringraziamo l’autore e la testata.

di Antonio Pascale

In treno, accanto a me, ci sono due ragazze intorno ai trent’anni. Di fronte, invece, un signore anziano. Le ragazze stanno discutendo di lavoro, sono laureate in lettere, e dopo il dottorato si trovano poco e niente in mano, non lavorano o lavorano poco, quel poco che guadagnano lo spendono per l’affitto – e tra l’altro dividono l’appartamento (a Roma) con  altre persone.

Storia di un anno vissuto elettricamente

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica.

È arrivato nelle sale italiane il 18 settembre (anniversario della morte del musicista) l’atteso biopic su Jimi Hendrix diretto dal premio Oscar John Ridley (12 anni schiavo). Il film, presentato al Biografilm Festival di Bologna (che come I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection si occupa della distribuzione in Italia del film), si chiama Jimi – All Is By My Side e a interpretarlo è André Benjamin aka André 3000, musicista del duo hip hop OutKast. Insieme a lui Hayley Atwell, nei panni della storica fidanzata di Hendrix Kathy Etchingham, e Imogen Poots in quelli di Linda Keith. Ed è da Linda Keith che inizia e finisce l’anno della vita di Hendrix (giugno 1966-giugno 1967) magnificamente raccontato da John Ridley nel film.

Addio Uragano

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Riprendiamo, per salutare Rubin “Hurricane” Carter, morto a 76 dopo una lunga battaglia contro un tumore, questo pezzo già uscito su minima&moralia e pubblicato originariamente su Rolling Stone.

di Tiziana Lo Porto

“Lo so che siete venuti tutti a vedere me. Bob Dylan non è così famoso”. Sul palco del Madison Square Garden il campione del mondo cercava di affermare la propria superiorità sul cantante mingherlino che tra poco avrebbe chiuso la prima parte del suo tour più leggendario.

Nati a otto mesi di distanza l’uno dall’altro, Bob Dylan e Muhammad Ali avevano in comune un cambio di nome e l’eroica determinazione nel non volere restare inglobati dalla cultura dominante e idolatrante. Eppure quella sera, al Madison Square Garden, erano venuti tutti a idolatrarli.

La notte dell’uragano

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Questo pezzo è uscito su Rolling Stone.

“Lo so che siete venuti tutti a vedere me. Bob Dylan non è così famoso”. Sul palco del Madison Square Garden il campione del mondo cercava di affermare la propria superiorità sul cantante mingherlino che tra poco avrebbe chiuso la prima parte del suo tour più leggendario.

Nati a otto mesi di distanza l’uno dall’altro, Bob Dylan e Muhammad Ali avevano in comune un cambio di nome e l’eroica determinazione nel non volere restare inglobati dalla cultura dominante e idolatrante. Eppure quella sera, al Madison Square Garden, erano venuti tutti a idolatrarli.