Il condottiero di Georges Perec

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Questo pezzo è uscito su IL.

«Il condottiero non è mai immobile. Inespugnabile, spaventoso nella sua perfezione immediata, guarda il mondo con gli occhi freddi del giudizio». Così Perec descrive nelle ultime pagine del suo romanzo Le Condottiére il volto del soldato dipinto da Antonello da Messina nel 1475. Il ritratto è al centro del romanzo che porta il suo stesso nome: la storia, costruita come un poliziesco, di un falsario assassino, ossessionato dalla perfezione dell’opera del pittore italiano. Le condottière fu scritto da Perec tra il 1957 e il 1960, quando lo scrittore aveva vent’anni, «il primo romanzo che io abbia portato a termine», ricordava.

Intervista a Emmanuel Carrère

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All’albergo degli scrittori questa volta l’ospite è Emmanuel Carrère. Si dà il caso che è uno che vale la pena incontrare. E poi dovrebbe essere una persona disponibile. Nel suo ultimo libro descrive di quando, giovane appassionato di cinema, fu ricevuto dal regista Werner Herzog per un’intervista; l’autore tedesco lo trattò così male da aver originato quello che somiglia molto a una specie di trauma. Insomma, c’è da dubitare che Carrère voglia passare a sua volta per uno stronzo. Secondo Les Inrockuptibles è uno dei migliori autori francesi viventi.