Editoria, mercato e dibattito culturale: intervista a Paolo Repetti

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Quale sarà il futuro del libro e del dibattito culturale? Pubblichiamo un’intervista di Francesco Pacifico a Paolo Repetti, ideatore con Severino Cesari della collana Stile libero di Einaudi. L’intervista è uscita su Orwell, inserto culturale di Pubblico, il quotidiano di Luca Telese chiuso a dicembre 2012. 

Cosa pensi di «Orwell»? 

Mi piace molto la scelta di «Orwell» di fare un supplemento culturale non di recensioni o di pararecensioni, ma di commenti che potevano stare da «Aut aut» a una fanzine, con un gruppo di scrittori e intellettuali giovani e una discussione culturale che, per quanto a volte sia ironica e paradossale, non è frutto di un atteggiamento fintamente antagonistico come quello de «Il fatto quotidiano». Ovvero andare a vedere il complotto, svelare gli arcani segreti, cosa c’è dietro, cosa fanno gli editori. Ma appunto c’era un attacco di discussione culturale.

Le inutili pseudoanalisi sul libro di Gian Arturo Ferrari

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di Andrea Libero Carbone Libro di Gian Arturo Ferrari (Bollati Boringhieri) è un testo strutturato in forma di saggio, una sorta di riflessione storica sul libro in quanto tale. O meglio una cronistoria dell’evoluzione del libro dall’invenzione della scrittura ai giorni nostri, che l’autore scandisce in tre tappe: manoscritto, stampato, digitale. O ancora più precisamente […]

Quanto pagheresti per il tuo libro preferito?

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La crisi dell’editoria, secondo gli ultimi dati Nielsen, ha signficato una flessione del 6,5% nell’ultimo anno. Gli editori sperano di inventire la tendenza nei giorni di Natale che, per chi lavora nell’industria libraria (dagli editori appunto ai librai), spesso rappresentano una fetta condiserevole, alle volte un quinto o un quarto o addirittura un terzo, delle […]

Gian Arturo Ferrari rapito dagli alieni

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Riprendiamo un intervento di Paola Del Zoppo, direttrice editoriale di Del Vecchio Editore, apparso sul blog della casa editrice. (Fonte immagine.)

di Paola Del Zoppo

Sabato, a Francoforte, Gian Arturo Ferrari è stato restituito alla terra da una navicella aliena. Colpito dalla realtà in cui è capitato, ha denunciato sul Corriere della Sera ciò che i suoi occhi hanno visto alla Buchmesse. Quello che stupisce noi che sulla terra siamo rimasti anche negli ultimi venti anni, è la sua indignazione. La tiepida polemica che stenta a crescere anche sul web è espressione della situazione in cui siamo, che non riguarda solo il mercato del libro, ovviamente, situazione di cui Gian Arturo Ferrari non si è lamentato fino all’altroieri e che anzi ha contribuito a creare.

E mentre la Mondadori si occupava di decostruire programmaticamente l’idea di cultura (come dichiarato dallo stesso Ferrari in un’intervista al Giornale del 2005) in favore dell’idea di mercato, come se leggere – un’attività asociale, faticosa e anche noiosa” – fosse un passatempo  qualunque, non tutti hanno creduto questo “nuovo corso” essere corretto. Voci isolate si son levate e sono state soffocate, denigrate, sminuite, derise.

Cara Lidia Ravera…

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Oggi, sull’Huffington Post, l’assessore alla cultura della Regione Lazio Lidia Ravera scriveva questo pezzo in risposta all’articolo francofortese di Gian Arturo Ferrari. Nel suo articolo, Lidia Ravera chiamava in causa anche Marino Sinibaldi, Nicola Lagioia, il recente intervento di Christian Raimo uscito su minima&moralia e l’esperienza di Elena Stancanelli con Piccoli Maestri a proposito di un invito intorno a un tavolo (reale o virtuale) per “rivedere o migliorare la legge per la promozione della lettura”.

Questa è la risposta di Elena Stancanelli.

di Elena Stancanelli

cara Lidia,

ti ringrazio per aver riconosciuto la nostra associazione, Piccoli Maestri, come un interlocutore credibile, capace eventualmente di produrre un pensiero utile per “rivedere o migliorare la legge per la promozione alla lettura”. Quello che noi facciamo, e dicendo noi intendo qualche centinaio di scrittori e scrittrici, è andare nelle scuole pubbliche e raccontare i libri. Leggere e raccontare i libri che abbiamo amato più degli altri, che sono stati fondamentali nella nostra formazione, che per qualche ragione dicibile o indicibile vorremmo non fossero dimenticati. Lo facciamo da quasi tre anni, a Roma Venezia Benevento Torino…, lo facciamo gratis, lo facciamo perché lo riteniamo un buon modo per convertire i ragazzi e le ragazze alla lettura, e perché ci divertiamo.

Giusto due parole a Gian Arturo Ferrari

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di Christian Raimo Mi ero ripromesso di non essere ancora polemico con Gian Arturo Ferrari. Gli avevo imputato precedentemente varie responsabilità: in supersintesi, 1) la deriva mercatista della Mondadori, che volenti o nolenti hanno seguito tutti i gruppi editoriali grandi e piccoli e che oggi mostra le sue ferali conseguenze; e soprattutto 2) una gestione tutto […]

Il Centro per il libro e la lettura: se ne cominciassero a parlare gli scrittori e i lettori?

Ieri al Salone di Torino, ci sono stati un paio di incontri con Gian Arturo Ferrari, presidente del Cepell, che per l’ennesima volta ha completamente e si direbbe colpevolmente glissato sulle sue responsabilità pubbliche, incarnando la figura dell’intellettuale o dell’esperto di editoria e di marketing. In questi ultimi giorni, rispettivamente sul Venerdì, su Alfabeta2 e […]

Grazie della foto, e ora? Un’interpretazione candida (ma anche no) dei dati Nielsen sulla lettura presentati dal Cepell giusto ieri

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È un po’ di tempo che ci stiamo occupando del Cepell, ossia del Centro per il libro e la lettura, un organismo fortemente voluto da chi ha a cuore la promozione della lettura in Italia. Il Cepell ha visto la luce solo nel 2008 e ieri in un’attesa conferenza stampa ha presentato il rapporto Nielsen sulla lettura degli italiani relativi al 2011. In questi mesi ci eravamo chiesti se tra le priorità delle attività del Cepell ci dovesse essere quella di fare ricerche di mercato – più utili agli uffici commerciali delle case editrici che ai tanti bibliotecari, per dire, che vivono una situazione di urgenza al di là dell’immaginabile. Comunque, abbiamo aspettato questa conferenza stampa, sperando di venire smentiti. Non è accaduto.

Una lettera dal Centro per il Libro e la Lettura

In un articolo di qualche giorno fa apparso su minima&moralia, Christian Raimo, nell’elencare le iniziative indipendenti e quasi mai finanziate che alimentano la vita culturale nella capitale, apriva una parentesi molto critica sul Centro per il Libro e la Lettura, un organismo ministeriale di cui, almeno all’autore del pezzo, sfuggiva il senso. Ieri è arrivata in redazione una lettera dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali firmata da Flavia Cristiano, direttore del Centro, in cui si rettificano alcune asserzioni presenti nell’articolo. Ci sembra giusto e doveroso pubblicare in questa sede la sua replica.

di Flavia Cristiano

Ho letto con interesse le informazioni contenute nell’articolo di Christian Raimo, pubblicato il 19 febbraio sul blog culturale di minimum fax. L’articolo contiene alcune osservazioni sul merito e sull’operato del Centro per il libro e la lettura alle quali desidero replicare; pur riconoscendo che le critiche costruttive e i suggerimenti sono sempre ben accetti (e ne faremo tesoro per migliorarci), vorrei segnalare alcune imprecisioni.

A proposito del futuro del libro in Italia. Prolegomeni per un’analisi cafonamente marxista dell’industria editoriale nostrana

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Qualche giorno fa un simpatico blogger e esperto di new media e di narrazioni digitali che si fa chiamare Gallizio in rete e che si è prestato come consulente per Mondadori ha invitato un gruppo di persone che si suppone siano anche loro esperte di editoria e new media a discutere del futuro del libro. Si era pensato dare a quest’appuntamento anche un nome e un hashtag: #narrativa12. Mi sono ritrovato così verso le sei e mezza al superlussuoso Hotel Philosophy a Roma, a farmi versare del té da un distinto cameriere in livrea, e poi a condividere insieme a una ventina di persone una stanzetta riunioni. La ventina di persone era variamente composta: c’era Antonio Franchini (chief editor della Mondadori suddetta), altra gente sempre della Mondadori (alcuni li conoscevo di faccia, alcuni li potrei definire amici tipo Carlo Carabba), e poi c’erano consulenti di Telecom, blogger, esperti di social media… Ora, dopo un po’ di imbarazzate autopresentazioni, Nicola Lagioia ha espresso a voce quello che era l’interrogativo che ci eravamo detti prima tra noi, io e lui, camminando nel gelo verso l’hotel di lusso: “È molto chiaro perché voi siete interessati a noi, mentre è meno chiaro perché noi dovremo essere interessati a voi”. Ossia: sembra palmare riconoscere che esista una realtà fertilissima di discussione sull’editoria 2.0, il selfpublishing, il libro digitale… e forse io e Nicola eravamo stati invitati lì nella quadriplice veste di lavoranti in una casa editrice, giornalisti culturali, autori, e animatori del blog minimaetmoralia.it. Ma che cosa avremo dovuto ascoltare?