Paesaggio italiano, oggi

Luigi Ghirri Reggio Emilia (1973)

  Questo pezzo è uscito, in forma leggermente diversa, su “Artribune”. (Immagine: Luigi Ghirri, Reggio Emilia, 1973) Dolce e chiara è la notte e senza vento, e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti Posa la luna, e di lontan rivela Serena ogni montagna. (…) Giacomo Leoparti, La sera del dì di festa (1819-’21) Una […]

Gian Maria Tosatti, Sette Stagioni dello Spirito: Lucifero

lucifero

Questo pezzo è uscito su Artribune. Poi venne un tratto di terra brulla, un tempo bosco, Quindi uno stagno, pareva, diventato terriccio, Disperato e informe (così un pazzo si diverte, Fa una cosa e la distrugge, finché il suo umore Cambia e se ne va!); in pochi metri – Pantano, fango e pietrisco, sabbia e […]

Retorica della ripartenza e immaginazione del tempo nuovo

Gian Maria Tosatti My dreams they'll never surrender (2014) Castel Sant'Elmo Napoli_veduta dell'installazione

Questo articolo è apparso, con il titolo redazionale Ripartenza e tempo nuovo. Gian Maria Tosatti e Antonio Gramsci, su Artribune. (Immagine: Gian Maria Tosatti, My dreams they’ll never surrender)
All’identità storica e culturale dell’Italia fascista, che si supponeva (e si suppone) monolitica, si contrapposero diversi punti di vista narrativi sulla realtà italiana così come essa si era andata costruendo nel passato recente e come si stava sviluppando nel presente.

A loro volta, questi punti di vista furono in grado di generare racconti differenti del Paese, gli autentici punti di origine del futuro immediato: oltre a quelli elaborati dagli intellettuali esiliati (“Giustizia e Libertà”, “Lo Stato operaio”), soprattutto quello elaborato in carcere da Antonio Gramsci nei suoi Quaderni che, composti tra 1929 e 1935 (l’autore muore nel 1937), videro la luce solo fra 1947 e 1951. In Gramsci c’è “un costante assillo di partire dall’esperienza di una grande sconfitta per cercarne le ragioni, per scoprire le insufficienze di uno schema di rappresentazione della realtà rivelatosi inadeguato, per congetturarne i mutamenti di posizione necessari”(P. Spriano, Introduzione a A. Gramsci, Scritti politici, Roma 1967, p. XXXVIII).