La cosa Russia

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo (fonte immagine).

Giocando con il titolo di un film di Fred Schepisi potremmo chiamarla «la cosa Russia», intendendo un’entità storicamente e politicamente fondamentale con cui la letteratura intrattiene un rapporto strettissimo.

Perché all’interno di quel territorio immenso che sembra confinare con il mondo intero – dall’Europa allo stretto di Bering, dalla Cina al Mar Glaciale Artico – le contraddizioni di cui si nutrono le storie sono innumerevoli. Apparsi negli ultimi mesi, tre libri si confrontano con la cosa Russia indagandone la strutturale complessità.

Così il comunismo si fece oggettivo

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Questo pezzo è uscito sul Sole 24 ore.

Nelle prime righe di Cose trasparenti, Vladimir Nabokov propone una riflessione sul legame che è possibile instaurare con gli oggetti che ci circondano: «Quando noi ci concentriamo su un oggetto materiale, ovunque esso si trovi, il solo atto di prestare ad esso la nostra attenzione può farci sprofondare involontariamente nella sua storia». Vale a dire che nel momento in cui si sceglie di non proteggersi attraverso una percezione ordinaria dell’ordinario, ogni oggetto materiale – da una semplice matita (come avviene nel romanzo di Nabokov) a, per esempio, un berretto (come nell’incipit di Madame Bovary) – si trasforma in un cratere in cui è impossibile non sprofondare.

L’inabissamento nella storia materiale e culturale delle cose è il metodo di cui si serve Gian Piero Piretto, docente di Cultura russa presso l’Università degli Studi di Milano, nel suo La vita privata degli oggetti sovietici. 25 storie da un altro mondo (Sironi Editore). Un inabissamento che parte da una conoscenza profonda – storico-sociale tanto quanto sentimentale – degli oggetti raccontati, senza mai indulgere né in un motteggio ironico fine a se stesso né alla moda inerziale della ostalgia, vale a dire la nostalgia – via via che passano gli anni sempre più frusta – nei confronti degli stili della ex DDR. Piretto è consapevole che ogni oggetto è il risultato nonché la scaturigine di una serie di azioni, discende da un contesto, ne genera di ulteriori, descrive chi lo circonda, respira l’aria del tempo, rivelandosi dunque l’epifenomeno di una storia significativa.