W.G. Sebald. L’Europa tra bellezza e macerie

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Dal nostro archivio, un approfondimento di Giancarlo Liviano D’Arcangelo su W.G. Sebald apparso su minima&moralia l’11 luglio 2012.

Esiste davvero un modo di sentire comune a tutti gli europei? Esiste davvero un sostrato emozionale, o culturale, che sia realmente diffuso in Europa come alfabeto collettivo e che sia valido erga omnes, come un diritto costituzionale? Forse.

Proclamarsi amletici, anzi intrepidi amletici, appare talvolta l’unico modo di avvicinarsi alla saggezza. È tuttavia ossessione irrinunciabile per molti intellettuali cimentarsi nell’angusta impresa di burocratizzare il caos. Ordinare, incanalare, architettare, dominare, collegare, coniugare, schedare, filtrare ogni fluido depurandolo delle impurità e infine imbottigliare, inventariare collezioni private spacciandole per miscellanee integrali, universali, definitive. E ancora.

Noi, macchine delle macchine. La grande trappola del sistema dell’informazione

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Questo pezzo è uscito su il Reportage.

di Giancarlo Liviano d’Arcangelo

Liberato da qualsiasi caricatura retorica, e ridotto all’essenzialità fattuale nuda e cruda, è indiscutibile che l’attentato di Parigi, dal momento del suo concepimento fino all’azione finale vera e propria, non sia altro che un “caso unico”, ovvero una successione di eventi ed energie peculiari e irripetibile, conoscibile nel profondo solo ed esclusivamente da chi ne era implicato.

Ciò vale per tutto ciò che riguarda l’intricato dettaglio di cause scatenanti, per i rapporti tra mandanti ed interpreti, per le motivazioni psicologiche reali o strumentali che l’hanno prodotto, per l’influenza vera o presunta dello scenario sociale, per l’importanza del fattore mistico e irrazionale nella psiche degli esecutori, o, al contrario, per l’influsso dei fattori razionali o ideologici sulla successione delle azioni, e infine, per l’effettiva valutazione delle difficoltà concrete che in tempo reale tali azioni le hanno concretamente partorite

Il calcio prima della televisione, Scirea-Maradona e gli eroi del mondo di sogno

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Roma – Da una parte del campo la Squadra d’oro, l’Aranycsapat, la grande Ungheria di Ferenc Puskás e Sándor Kocsis. Nell’altra metà l’undici dei sogni con, tra gli altri, Scirea, Platini e Maradona. Un rettangolo verde da inventare in soggiorno, con la moquette di casa ritagliata, e una montagna di libri a far da spalti, come fosse il Maracanà o l’Old Trafford. Futbolandia, altro che il Subbuteo commerciale, è l’universo mitico dell’infanzia narrata da Giancarlo Liviano D’Arcangelo. Un luogo dove costruire la prima visione del mondo, frammenti di gioia non turbabile, durante lunghi pomeriggi consumati disputando partite oniriche.

Letteratura e calcio

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Questo pezzo è uscito su Pagina 99.

di Francesca Serafini

“Raccogliere scritti sul calcio è un po’ come raccogliere conchiglie in riva al mare: ne trovi sempre, ogni mareggiata ne porta di nuove, e ciascuno se ne può sbalordire come fosse la prima volta”. Esordiva così Sandro Veronesi nella sua Prefazione a “Panta Calcio” (Bompiani, da qui in poi PaC), uscito alla vigilia dei Mondiali di Francia del 1998. A distanza di sedici anni, proprio quando ci prepariamo a barattare ore di sonno con le emozioni di un altro campionato a molti fusi orari da qui, la similitudine è tanto più valida perché ad arricchire il panorama di scritti calcistici di vario tipo che continuano a essere pubblicati su quotidiani, riviste o libri, ora ne circolano molti altri anche in rete, nei siti (come www.ultimouomo.com) o nei blog (come www.lacrimediborghetti.com) che sono sorti nel frattempo.

Lettori militanti

Questo articolo è uscito per «l’Unità». di Giancarlo Liviano d’Arcangelo Quando per lasciarsi andare ai più personali percorsi di senso, all’immaginazione libera di luoghi e volti sconosciuti, e fondersi infine alle vite avventurose altrui per amare, compatire o detestare con la fantasia, si poteva soltanto leggere libri, (i pochi che si trovavano a disposizione), la lettura […]

Cose che (malgrado la crisi) funzionano: il “festival internazionale di immaginazione sostenibile” Sferracavalli

L’anno scorso, la Regione Puglia mi chiese di essere uno dei giurati di Principi Attivi, un’iniziativa volta a promuovere – e finanziare – progetti giovanili in vari settori, tra cui la cultura. I soldi da destinare a ciascun progetto non erano poi così tanti (non più di quanto possa prendere un Pietro Citati per 6 […]