I vagabondi, le micronarrazioni di Olga Tokarczuck

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Nel 1542, mentre Copernico rivela i primi capitoli del modello del sistema solare che prenderà forma come De Revolutionibus orbium coelestum, Vesalio pubblica il primo atlante anatomico, De humani corporis fabrica.

Se il fatto che queste due pietre miliari vengano pubblicate nello stesso anno può sembrare una curiosa coincidenza, allora forse siete nella giusta disposizione d’animo per leggere Bieguni, la narrazione-costellazione di Olga Tokarczuck apparsa in Polonia nel 2007, pubblicata con grande successo (tanto da vincere il Man Booker International) da Fitzcarraldo in UK (Flights) nel 2018 e finalmente in uscita in Italia come I vagabondi (2019, traduzione di Barbara Delfino) per Bompiani.

“Ossa di sole”. La visione di Mike McCormack

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di Giorgia Tolfo

Immaginate un uomo al centro di una stanza della casa in cui ha vissuto gli ultimi venticinque anni. Immaginate che sia il 2 Novembre, il giorno della commemorazione dei morti, in un piccolo paese della contea di Mayo (Irlanda). Il rintocco della campana dell’Angelus, “tonfo sistolico” di una “parrocchia ai margini di questo mondo conosciuto”, si diffonde nell’aria, attraversando il villaggio, i campi circostanti, i boschi, e poi lentamente, ritmicamente, le stratificazioni geologiche e le ere che le hanno adagiate, unendo tra loro il presente, il qui e ora di quest’uomo, con l’origine del mondo.