Italia Evolution: narrazioni interdette

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Pubblichiamo un estratto da “Italia Evolution. Crescere con la cultura” (Meltemi) di Christian Caliandro, ringraziando autore ed editore.

Tirar mattina sulle strade di una Milano rugginosa

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Pubblichiamo la versione estesa di un pezzo apparso su Robinson, l’inserto domenicale di Repubblica, che ringraziamo (fonte immagine).

Il problema di Aldino è l’«ora seria». Vale a dire quel tempo in cui tocca smetterla col vagabondaggio della giovinezza per fare il proprio ingresso in un’età adulta non procrastinabile oltre, l’epoca in cui all’andirivieni succede l’andare, e dunque va definita una direzione, addirittura una meta, un’idea infine robusta della propria presenza nel mondo. Prima però che quest’ora implacabilmente severa scocchi, ad Aldino – forse non solo a lui – è data ancora una notte, una soglia oscura che coincide con un’intera città e con un’epoca precisa, la Milano del 1960, da percorrere ed esplorare, uno spazio e un tempo attraverso cui fare la spola da un capo all’altro nella speranza ostinata di poter tenere ancora un poco a bada questa famigerata età adulta, rimandando il più possibile l’alba.

Mangiare Aldo Moro. Un estratto da “Il tempo materiale” di Giorgio Vasta

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Quarant’anni fa, il 9 maggio 1978, a 55 giorni dal rapimento in via Fani, le Brigate Rosse comunicavano di aver eseguito la loro sentenza di morte per Aldo Moro. Di seguito vi proponiamo un significativo estratto da “Il tempo materiale” di Giorgio Vasta, pubblicato nel 2008 da minimum fax (che ringraziamo). La foto di copertina è di Carl Newton.

Moro

1_Gian Maria Volonté-il Presidente in Todo modo (Elio Petri 1976)

MOlto doloROso. MOlto doloROso. MOlto doloROso.

Il fantasma di Moro infesta ossessiona paralizza l’Italia da quarant’anni esatti – dice il figlio Giovanni Moro (oggi sessantenne, quasi coetaneo del padre quando fu ucciso).

Un paese fermo, un paese senza – senza baricentro, senza sviluppo, senza evoluzione. Inghiottito da una (finta? vera?) guerra civile. Il sollievo degli anni Ottanta è effimero – fantasmatico anch’esso.

Tra macerie e rovine: Absolutely Nothing di Giorgio Vasta

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Inauguriamo una rubrica a cura di Luca Romano con cui l’autore andrà a recuperare e approfondire libri che abbiano almeno tre mesi di vita. Iniziamo con questo pezzo su Absolutely Nothing di Giorgio Vasta-Ramak Fazel.

Spaesamenti. Seconda parte della conversazione tra Giorgio Vasta e Conor Stechschulte

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Pubblichiamo la seconda parte del dialogo tra Giorgio Vasta e Conor Stechschulte, protagonista del nuovo fumetto americano di cui è appena uscito in Italia il graphic novel I dilettanti (001 Edizioni). L’incontro si è svolto il 24 novembre 2017 nella libreria Modo Infoshop di Bologna, nel programma di BilBOlbul – Festival Internazionale di Fumetto. Occasione del dialogo è stata la mostra la mostra Il peso dell’acqua, prima personale europea dell’autore, che sarà visitabile in versione accresciuta a Roma, presso lo Studio Pilar, dal 2 marzo 2018. Qui la prima parte.

Scene dalla mia vita: Liv Ullmann

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Una scogliera filmata in bianco e nero, le rocce piatte e scabre, sullo sfondo un frammento di mare grigio. Dal limite basso dell’inquadratura compare una donna, indossa un lupetto e una giacca impermeabile: ci guarda, solleva una macchina fotografica, fissa nell’oculare del mirino, scatta, impercettibilmente ci sorride, si volta e si allontana verso la costa caliginosa.

È una scena brevissima di Persona, il film con cui nel 1966 Ingmar Bergman ridefinisce la grammatica della narrazione per immagini, eppure, forse proprio per questa sua fugacità, quel lampo di fotogrammi è uno dei modi in cui il volto di Liv Ullmann – il suo sguardo perentorio e disarmato – si è fatto cinematograficamente indimenticabile.

Spaesamenti. Giorgio Vasta incontra Conor Stechschulte

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Pubblichiamo la prima parte della trascrizione di un dialogo tra Giorgio Vasta e Conor Stechschulte, protagonista del nuovo fumetto americano di cui è appena uscito in Italia il graphic novel I dilettanti (001 Edizioni). L’incontro si è svolto il 24 novembre 2017 nella libreria Modo Infoshop di Bologna, nel programma di BilBOlbul – Festival Internazionale di Fumetto. Occasione del dialogo è stata la mostra la mostra Il peso dell’acqua, prima personale europea dell’autore, che sarà visitabile in versione accresciuta a Roma, presso lo Studio Pilar, dal 2 marzo 2018.

Per avvicinarci alla produzione di Conor Stechschulte, che come vedremo è molto diversificata, vorrei cominciare con il proporvi tre assonanze che sono sorte durante la lettura.

Quello che accade ai nostri corpi: “Ipotesi di una sconfitta” di Giorgio Falco

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I corpi, la luce, le voci. A partire da Pausa caffè, il suo esordio del 2004 – dove raccontava il deflagrare del lavoro a cavallo tra il ventesimo secolo e il principio del nuovo millennio –, l’ossessione letteraria di Giorgio Falco continua a essere, coerente e inesorabile, l’avventura della materia umana alle prese con le metamorfosi della Storia.

Capace come pochi di concentrarsi sui fenomeni più minuti e di trasformarli in linguaggio, per Falco narrare è descrivere che cosa accade ai nostri organismi esposti ai paradossi e alle deformazioni del tempo, che cosa accade alla nostra pelle, agli occhi, alle bocche, agli arti, ai muscoli ai tessuti; che cosa accade allo spazio fisico in relazione alle merci e al denaro, che cosa accade al lavoro, osservato – attraverso una specie di incanto analitico – nei suoi più infinitesimali meccanismi.

Annotare la vita: su “Andanza” di Sarah Manguso

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Questo pezzo è apparso su Repubblica, che ringraziamo.

«Potevo attribuirmi un ricordo anche senza accedervi con il linguaggio?» Vale a dire: che cosa succede al tempo, sia esso il presente o il passato, se le parole non gli danno scheletro e forma, se la scrittura non evidenzia e trattiene ciò che è accaduto, arrivando addirittura a inverarlo?

Sono le domande che scorrono in filigrana in chi, affidandosi alla pratica quotidiana del diario, si ritrova a pensare che fin quando i cosiddetti fatti non si materializzano in frasi potrebbero anche non essere reali, addirittura potrebbero non essere accaduti davvero.