Orientalismo. Arthur Rimbaud a Java e Luigi Ontani a Bali

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Questo pezzo è uscito su Linus, che ringraziamo (fonte immagine)

La mia percezione di Bali è stata scossa dalla lettura di un libro notevole di qualche anno fa scritto da Lawrence Osborne e intitolato “Il turista nudo” (Adelphi). Lo scrittore inglese definisce l’isola una “Disneyland indù” e spiega come l’immagine di una “Bali magica”, perla di antico induismo giavanese sopravvissuta all’islamizzazione, sia un “artificio coloniale” nato nel corso del novecento per opera di artisti e antropologi: in prima linea Walter Spies, Margaret Mead e Gregory Bateson, ma anche Clifford Geertz e numerosi altri.

Al di là delle discoteche di Kuta, Bali è un luogo così pregno di sacralità e cultura fuori dal tempo, che per l’occidentale di passaggio è difficile credere che tutta quell’arte, ritualità, sensibilità estetica diffusa, siano solo il prodotto di una tradizione reinventata sulla scia dell’esotismo dei personaggi su citati.

L’America di Giorgio Vasta

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Questa recensione è uscita sull’ultimo numero di Linus, che ringraziamo.

Se cercate qualcosa di nuovo sull’America non prendete l’ultimo libro di Giorgio Vasta. D’altronde se pure sarà possibile dire qualcosa di nuovo sul luogo più saturo di rappresentazioni al mondo, il punto di Absolutely nothing non sembra quello. Insieme al fotografo Ramak Fazel e all’editrice (e fotografa) Giovanna Silva, Vasta ha percorso per quindici giorni il deserto americano, attraversando California, Arizona, New Mexico, eccetera, fino in Louisiana.

Lo chiamavano impero

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Questo pezzo è uscito su Studio.

Andare in Etiopia, alla ricerca di una storia, della propria storia, del passaggio di una nazione, alla ricerca di qualcosa da raccontare. L’ha fatto nel 2012 Vincenzo Latronico, scrittore, autore dei romanzi Ginnastica e rivoluzione La cospirazione delle colombe (entrambi Bompiani). L’ha accompagnato, per il corredo fotografico, Armin Linke, fotografo. Ne è uscito un libro, si chiama Narciso nelle colonie. Un altro viaggio in Etiopia, il primo prodotto della neonata casa editrice Humboldt Books, fondata a Milano da Giovanna Silva; Humboldt si propone di rispolverare la letteratura di viaggio, quella, per dirla con una frase che forse non è del tutto sincera, “come si faceva una volta”. Cosa hanno fatto Latronico e Linke, dunque? Semplice: un viaggio.