Poesia e civiltà, nel mondo di Giovanni Truppi

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di Alessio Altieri

Chiunque sa chi è Pelè, solo gli amanti ricordano Garrincha.

Garrincha, “la Gioia del popolo”, è letteralmente l’archetipo di un certo modo di intendere il numero 7 nel calcio, ma soprattutto l’uomo che, con un fisico inadatto allo sport, con una una gamba più corta dell’altra, è riuscito a diventare la più grande ala della storia del calcio.

Giovanni Truppi da piccolo a calcio per le strade del quartiere Arenella di Napoli non ci poteva giocare, a causa di una displasia dell’anca, e però, un Garrincha lo è diventato lo stesso, perché quello che fa lui con la musica e le parole non lo fa nessuno, come il brasiliano con la palla.

Il mondo è come te lo metti in testa: le storie di Giovanni Truppi

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di Francesca Barca (foto di Salvatore Landi)

Giovanni Truppi ha 35 anni ed è al suo terzo disco (omonimo) uscito nel 2015 per Woodworm: l’album è un trittico di personaggi, storie e facce – che ritrovate sulla copertina, nata da una felice collaborazione con l’illustratrice Cristina Portolano – che hanno una vita autonoma rispetto al loro autore: un pilota zoppo, Eva che riflette sulle cacciata dal Paradiso con un Adamo piccolo e fragile, un scema incinta, Papa Francesco, un alieno, Dio e Superman. E poi c’è Giovanni, naturalmente.