Persone care: l’incanto nei racconti di Vera Giaconi

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Ho finito di leggere Persone care di Vera Giaconi (Sur 2019, traduzione di  Giulia Zavagna) da un paio di settimane e da quando ho chiuso il libro non ho mai smesso di pensarci. Il motivo per cui non ne ho scritto il giorno stesso o quello immediatamente dopo credo vada ricondotto a due sensazioni che mi avevano accompagnato durante la lettura e che non mi abbandonavano, lo stupore e l’ansia.

Avevo bisogno di ritrovare un minimo di razionalità per raccontare i dieci racconti della scrittrice uruguaiana – tradotta in italiano per la prima volta, nel solco del gran lavoro che stanno facendo i tipi di edizioni Sur sulla nuova letteratura sudamericana – anche se mi rendo conto che se avessi twittato “Stupore e ansia, tra le cose che restano dei racconti di Vera Giaconi” qualcuno avrebbe ritwittato, magari un paio sarebbero andati poi a procurarsi il libro, me la sarei cavata con poco.

Più tenace della memoria. Farabeuf di Salvador Elizondo

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«La vita era soggetta  a una confusione nella quale era impossibile distinguere il presente dal passato.»

Questa affermazione che leggiamo nelle prime pagine di Farabeuf ci dice già molto del gioco al quale Salvador Elizondo sta invitando il lettore a partecipare, solo che il lettore non lo sa, quando legge la frase non sa ancora nulla, ma è già confuso, è già irrimediabilmente catturato dall’istante che si dilaterà nell’arco della storia. Istante che si farà piccolo fino a sparire, che si espanderà fino a moltiplicarsi all’infinito, come in una rifrazione perpetua.

Discorsi sul metodo – 19: Rodrigo Hasbún

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Rodrigo Hasbún è nato a Cochabamba nel 1981. Il suo ultimo libro edito in Italia è Andarsene (SUR 2016)

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Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

Dipende se sto lavorando a un nuovo libro, e da quanto è avanzato il lavoro. Ma in generale non mi faccio guidare da criteri quantitativi: né un numero di ore, né di pagine. Per me la scrittura funziona al di fuori di questa logica di produzione. A volte due o tre righe, o una rivelazione repentina, già fanno una grande giornata di lavoro. Altre volte dieci ore davanti al computer non sboccano in nulla che valga la pena conservare.

Dove scrivi? Hai orari precisi?

Scrivo seduto alla scrivania di casa o in alcuni caffè che mi piacciono. Quando me lo posso permettere, cerco di dedicare le ore migliori del giorno, diciamo da quando mi sveglio fino alle due o tre del pomeriggio, esclusivamente alla scrittura. Non c’è niente di cui sono grato come di avere quel tempo libero davanti a me, e di sapere che non ci saranno interruzioni di alcun tipo.

Fai preproduzione o scrivi di getto?

Scrivo di getto, con l’allegria e l’incertezza di chi va a un appuntamento al buio, o di chi si perde in una città che non conosce.

Pensieri ossessivi di uno stalker di Cortázar

Julio Cortázar, em sua biblioteca (Paris 1976)

Chi scrive i nostri libri è il secondo volume delle lettere di Julio Cortázar pubblicato dalle edizioni SUR e curato da Giulia Zavagna. In occasione della presentazione del libro – questa sera alla Casa Argentina di Roma – pubblichiamo oggi la prefazione al volume scritta da Francesco Piccolo.

«Pensieri ossessivi di uno stalker di Cortázar»
di Francesco Piccolo

Se si ama uno scrittore, come io amo Cortázar, come voi presumibilmente amate Cortázar per aver acquistato questo libro e averlo aperto con il desiderio di cominciarlo, si diventa degli stalker letterari. Lo si segue, insegue, pedina, spia; si rovista nelle carte, si osservano i disegnini e gli appunti. Si ricostruiscono relazioni sentimentali e professionali, si giudica il carattere, si azzarda perfino un’osservazione irriverente sulla qualità o verità del suo amore per qualcuno o qualcuna.

I cento anni di Julio Cortázar

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Il 26 agosto del 1914 nasceva a Bruxelles Julio Cortázar. Per festeggiare il centenario dell’autore, pubblichiamo un estratto da Chi scrive i nostri libri, il volume di lettere editoriali che a brevissimo sarà in libreria. L’epistolario di Cortázar, curato da Giulia Zavagna e pubblicato dalle edizioni SUR, sarà al centro delle celebrazioni organizzate dall’Ambasciata Argentina in Italia, […]

Le lettere di Julio Cortázar

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Sta arrivando in libreria Carta carbone, il primo di tre volumi con cui SUR presenta l’epistolario inedito di Julio Cortázar, curato e tradotto da Giulia Zavagna. A cinquant’anni dalla pubblicazione di Rayuela, il romanzo più famoso dello scrittore argentino, pubblichiamo un estratto di una lettera al poeta cubano Roberto Fernández Retamar in cui Cortázar racconta le reazioni all’uscita del libro.

Caro Roberto,

scusa se ti scrivo a macchina, ma è un’abitudine della quale ormai non so privarmi e che mi permette di essere eternamente spontaneo e di dire ciò che realmente penso. Ieri sera mi hanno consegnato la tua lettera del 3 giugno (è già passato così tanto tempo!) ed ero talmente emozionato e felice per tutto ciò che mi raccontavi che sono entrato come in trance, in una congiunzione astrale incredibilmente fasta e prospera. Non ne sono ancora uscito, e ti scrivo sotto l’effetto della meravigliosa emozione data dal fatto che un poeta come te, che è anche un amico, abbia trovato in Rayuela tutto ciò che io ci ho messo o ho cercato di metterci, e che il libro sia stato come un ponte tra me e te e che ora, dopo la tua lettera, io ti senta così vicino a me, e così amico. Non so se quando ti ho scritto qualche mese fa per parlarti delle tue poesie sono riuscito a esprimere bene ciò che sentivo. Tu, nella tua lettera, mi dici così tante cose in poche righe che è come se mi avessi mandato un segno favoloso, uno di quegli anelli mitici che finiscono tra le mani dell’eroe o del re dopo innumerevoli misteri e imprese, ed è tutto condensato lì, oltre le parole e le mere ragioni; qualcosa che è come un incontro per sempre, un patto per fare cadere le barriere del tempo e della distanza.

Scrivere, pubblicare: è questo il gioco del mondo. Una lettera inedita di Julio Cortázar

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Il 26 agosto del 1914, novantotto anni fa, nasceva a Bruxelles Julio Cortázar. Per festeggiare questo anniversario regaliamo ai lettori di minima & moralia una lettera che l’autore di «Il gioco del mondo» inviò al suo editore, Francisco (Paco) Porrúa: la lettera che ogni editore vorrebbe ricevere da uno scrittore destinato a diventare il Cortázar del suo catalogo. E trattandosi di uno dei romanzi cardine della letteratura del Novecento è formidabile assistere alla sua genesi attraverso questo scambio epistolare. La pubblicazione di questa lettera sul blog è anche il modo per dare un annuncio in anteprima ai nostri lettori: le edizioni SUR (il marchio di minimum fax dedicato alla letteratura latinoamericana) pubblicheranno le «Lettere» di Julio Cortázar, in tre volumi a cura di Giulia Zavagna: rispettivamente, lettere ad altri scrittori; lettere sul lavoro editoriale; lettere politiche. Oltre a questi tre volumi, annunciamo che di Cortázar SUR pubblicherà anche il romanzo «Un tal Lucas» e il volume antologico che raccoglie tutte le sue poesie, «Salvo el crepúsculo». Inizia quindi con questa lettera il nostro percorso che ci porterà a festeggiare con voi il centenario di uno dei più grandi e influenti scrittori di tutti i tempi. Buona lettura.