I giganti passi dell’uomo e l’importanza di essere piccoli

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di Daria Balducelli e Azzurra D’Agostino

“Quando uno spettacolo riesce a risuonarci come una festa, accade qualcosa, si rimane sbigottiti dall’entusiasmo collettivo. È un processo di ipnotica meraviglia, ed è così che da spettatore singolo e isolato si diventa pubblico – diventare pubblico significa avere una postura e farla risuonare con gli altri.”

Spettatori e pubblico, una differenza complicata, qui difficile da spiegare, ma su cui ci piace riflettere riprendendo la bella intuizione di Piergiorgio Giacché appuntata dopo un incontro pubblico al Festival Kilowatt di San Sepolcro, all’interno del progetto “Centro della Visione”. Incipit che ci serve per parlare delle persone che “fanno” un festival, una lettura, un concerto, qualsiasi evento culturale collettivo.

Dal 6 al 10 agosto ricordarsi l’importanza di essere piccoli

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di Azzurra D’Agostino

“Vola alta, parola, cresci in profondità.”

M.Luzi

Quando si dice che la poesia non ha seguito. Quando ci si chiede se i testi per le canzoni sono o non sono poesia. Quando ci si lamenta che non ci sono più i cantautori di una volta. Quando si sostiene la politica del ‘grande evento’. Quando si discute se meglio la città o meglio la provincia. Quando si soffre per i tagli alla cultura. Quando la cultura viene considerata intrattenimento, hobby, spreco. Queste e altre questioni su cui meditare sono affrontate in forma pratica all’interno di un piccolo festival che si svolge all’estrema periferia d’Italia, ovvero i piccoli borghi arroccati sulle cime degli Appennini. Per questo si chiama “L’importanza di essere piccoli”, perché proprio nel piccolo, nel minuscolo, cerca di porre delle domande e, allo stesso tempo, di vivere un’esperienza che renda queste domande ricordo personale e materia viva di riflessione.