“La notte dei ragni d’oleandro”, distopia al Bataclan

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Ognuno di noi ricorderà dove si trovava la sera del 13 novembre 2015. Era un venerdì e qualcuno era a casa, per cena, o fuori, magari a un concerto, o al cinema. Non è una serata fredda. Poco dopo le dieci le televisioni lampeggiano dalle finestre, gli occhi si posano compulsivi sugli schermi degli smartphone.

Scorrono le immagini della partita amichevole tra Francia e Germania, che si stava disputando allo Stade de France, a Saint-Denis; un boato, e poi un secondo, fortissimo. Al momento del secondo botto la palla ce l’ha il terzino francese Evra, nei suoi occhi si legge un lampo di stupore, di sorpresa, un istante. Sugli spalti ci sono il presidente Hollande e il ministro degli esteri tedesco, Steinmeier. I tifosi non usciranno prima di mezzanotte.

Il saccheggio delle Alpi Apuane (ridotte a dentifricio)

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Riprendiamo un intervento di Sciltian Gastaldi uscito sul blog del Fatto Quotidiano.

di Sciltian Gastaldi

Anche a causa del loro ingannevole nome, non molti sono in grado di localizzare su una mappa le Alpi Apuane. Non è un tratto delle Alpi e, in effetti, non è nemmeno un tratto degli Appennini: si tratta di una catena montuosa del nord della Toscana, sorta nel triassico medio, ossia prima della formazione dei vicini Appennini, da cui sono divise in modo radicale da un punto di vista geologico.

Tuttavia, molte famiglie nel mondo custodiscono in casa propria, fra la cucina e il bagno, un pezzettino di queste meravigliose montagne toscane: da qui infatti viene estratto il celeberrimo marmo di Carrara, reso internazionalmente famoso sin dall’epoca rinascimentale da Michelangelo, che per i suoi capolavori utilizzava blocchi di marmo proveniente solo dalle Alpi Apuane.

L’odorino del mare

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Pubblichiamo una recensione di Giulio Milani su «Morte dei Marmi» di Fabio Genovesi (Laterza).

di Giulio Milani

L’alta toscana è marca di confine dallo spazio antropologico polarizzato. Abbiamo già trattato l’argomento nelle note al testo di Marco Rovelli “Il contro in testa. Gente di marmo e d’anarchia”. Ritroviamo aspetti non dissimili, ma qui per così dire traslocati dalla montagna al mare – con tutto quel che ne consegue in termini di mitologia e di stile – nel libro “Morte dei Marmi” di Fabio Genovesi, sempre pubblicato nella collana Contromano della Laterza (collana che si conferma, tra alti e bassi – più alti che bassi, a mio avviso – una delle migliori operazioni editoriali degli ultimi anni, specie per la valorizzazione dei nostri narratori italiani trenta/quarantenni).

Riflessioni su Il contro in testa

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Pubblichiamo due recensioni su «Il contro in testa. Gente di marmo e di anarchia» di Marco Rovelli (Laterza): la prima, uscita su «Alias», è di Carlo Mazza Galanti, la seconda di Giulio Milani.

di Carlo Mazza Galanti  

Una ricognizione dei luoghi dove l’autore è nato e cresciuto: Massa, Carrara, le Alpi Apuane. Un testo poetico sulla storia politica a suo modo eccezionale di questa regione. Un libro di viaggio nella prossimità di un territorio fitto di storie: più un muoversi nella verticalità del tempo e della memoria, nelle stratificazioni culturali e tra le parvenze fantasmatiche di voci più o meno lontane (di canti, anche), che nell’espansione orizzontale dello spazio. Una bozza di autobiografia generazionale, infine. C’è molto in questo piccolo libro di Marco Rovelli: molta dedizione, molto amore, molta nostalgia, molto studio, molta rabbia (e forse anche molta frustrazione). Non ci sarebbe bisogno di altro.

Esercizi d’immaginazione con Giulio Milani

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Pubblichiamo un’intervista di Pierfrancesco Matarazzo a Giulio Milani, editore di Transeuropa.

di Pierfrancesco Matarazzo

Quando si parla di librerie online, il pensiero corre a nomi come ISB o Amazon. Certo, sono fra i più noti e utilizzati, ma nell’intricata foresta dell’e-commerce librario italiano, è spuntato da un paio d’anni qualcosa di “strano”, che potrebbe essere, addirittura, qualcosa di nuovo e perché no, di utile, per i lettori stavolta.

Parliamo di ISBF (Internet Slow Book Farm), una libreria specializzata nell’editoria della ricerca e di proposta nata nell’orbita dei tanti progetti Transeuropa, che ha un occhio di riguardo per la piccola e media editoria di qualità. Qualità, parola abusata eppure spesso dimenticata all’atto pratico dagli editori, quando decidono, tutti insieme, di pubblicare circa 60.000 libri all’anno, intasando la memoria, sempre più sotto pressione, dei lettori italiani con uno tsunami di autori che cercano l’occasione e sorprendentemente ancora la visibilità in un mondo fatto sempre più di piccoli numeri.