Le ramificazioni del caso Regeni

regeni

di Giuseppe Acconcia

Ci ha pensato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi a scaricare tutte le responsabilità sui media locali in merito alla ricerca della verità sulla tragica morte di Giulio Regeni. «I media hanno diffuso menzogne sul caso e hanno creato un problema», ha dichiarato al-Sisi. Di sicuro questa è una prima ammissione delle bugie e dei depistaggi diffusi a profusione dai media egiziani e con i quali i media italiani hanno fatto i conti negli ultimi mesi.

Eppure non dobbiamo mai dimenticare che gli stralci di prove e le inchieste pubblicati tra gli altri da Masry al-Youm e Akbar al-Youm riportavano spesso fonti della procura e del ministero dell’Interno egiziano. Quindi accusando i media al-Sisi accusa sé stesso e l’intero sistema del regime militare che ha fatto quadrato intorno al suo capo per giustificare qualsiasi malefatta del regime spesso senza neppure che il presidente si sia mobilitato per chiederlo.

Raccontare il Medio Oriente in fiamme

provincial council candidate Kunduz

Questo pezzo è apparso su il manifesto. (La foto è di Giuliano Battiston)

Che cosa rimane delle “primavere arabe”, delle rivolte iniziate nel dicembre 2010 in Tunisia e che hanno poi contagiato Egitto, Libia, Siria, Yemen, Bahrain, parzialmente l’Iraq? Alcuni libri recenti ci aiutano a trovare una risposta. Quello di Giuseppe Acconcia, giornalista e ricercatore, è dedicato all’Egitto, ed è un reportage realizzato tra la fase immediatamente successiva alle dimissioni forzate di Hosni Mubarak e quella, più recente, che segna la presidenza di Abdel Fattah al-Sisi, l’ex generale e membro del Consiglio supremo delle Forze armate eletto il 27 maggio 2014 con un voto boicottato dalla maggioranza degli egiziani.