Comisso e Parise tra Bacco e Venere

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di Dario Borso

È noto che, alle nozze svoltesi il 29 agosto 1957 tra Parise e la bella Mariola, Comisso fece da compare allo sposo, donandogli per l’occasione un anello costituito da: giada acquistata in Cina raffigurante un libro + montatura d’oro ottenuta per fusione dei pennini delle stilografiche con cui aveva scritto i suoi libri. Meno si è meditato invece sul senso del dono, peraltro lampante: l’ultrasessantenne Comisso passa le consegne tecniche al suo giovane pupillo, cui indica pure l’Oriente come meta. Questo bisogno di figliare (così classicamente pederastico) fu una costante del trevisano, che già nel 1946 aveva battezzato in casa Giuseppe Berto, pubblicandogli l’opera prima Il cielo è rosso.

Certo che quello con Parise fu un gran colpo di fulmine, se giusto chiuso Il prete bello, Comisso si precipitò a Vicenza per incontrare l’autore, ahimè assente. L’incontro era solo rimandato di poco: a metà luglio 1954 infatti  Comisso presentò Parise a S. Pellegrino, in un convegno dove, tra altre coppie, Ungaretti presentò Zanzotto.

La letteratura del no

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di Marino Magliani

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Quando sono con Adrián torno a usare la lingua che parlavo negli anni Ottanta in Argentina. C’erano tante strade di terra che si perdevano nella Pampa, tanti bus che portavano a Buenos Aires e una bottiglia di birra costava qualche milione di pesos. Quanto a me, sono stato quasi sempre a Lincoln, che è come se un giapponese venisse a vivere un anno in Europa e la maggior parte del tempo se ne stesse a Locate Triulzi. «Sei stato a Mar del Plata?», mi ha chiesto un giorno Adrián Bravi. « No, Adrián, mai stato». «E a Bariloche, nel grande Sud, o al Nord, a Salta e nel Chaco?» E io: «Macché, Adrián, sono stato a Lincoln, un giorno a Buenos Aires e meno di un mese a Carlos Paz, sul lago. Tutto lì».

Ricordando Livio Garzanti

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Si è spento a 93 anni l’editore Livio Garzanti. Lo ricordiamo pubblicando il capitolo dedicato alla collana “Romanzi moderni”, da lui diretta per la sua casa editrice, tratto da Storie di uomini e libri di Giancarlo Ferretti e Giulia Iannuzzi edito da minimum fax. (Fonte immagine)

di Gian Carlo Ferretti

Romanzi Moderni

Casa Garzanti è attiva dal 1939, quando il fondatore Aldo rileva Casa Treves (che per le leggi razziali emanate dal regime fascista non può proseguire l’attività). Ma la casa editrice assume nuovo e significativo rilievo a partire dal 1952, da quando prende la direzione Livio, il figlio trentunenne di Aldo Garzanti, che si rivelerà editore di notevole capacità e intelligenza, oltre che narratore di una certa finezza. Una svolta che riguarda anche i Romanzi Moderni a partire dal 1953 (ne è direttore di fatto lo stesso Livio Garzanti), nonostante la collana sia presente dal 1949.