Scrivere di cinema: Midsommar

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di Giuseppe Fadda

Ogni regista si auspica che la sua opera sia ben accolta, sia dalla critica che dal grande pubblico. Ma il successo può essere tanto una benedizione quanto una maledizione: quanti autori sono stati definiti “visionari” in virtù di un’opera prima brillante per poi deludere le aspettative con film successivi? Quanti autori, confortati dal plauso ricevuto, hanno finito per diventare la parodia di loro stessi, nel tentativo spesso esasperato di riproporre quelle qualità che li avevano resi celebri in primo luogo?

Scrivere di cinema: La Llorona

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di Giuseppe Fadda

In tempi recenti si è parlato molto spesso di rinascita del genere horror, forse impropriamente dal momento che l’horror non ha mai smesso di offrire film stilisticamente ricchi e tematicamente complessi. Ma sicuramente si può dire che il genere, negli ultimi anni, abbia sfornato alcuni prodotti particolarmente significativi: un esempio è The Babadook di Jennifer Kent, in cui la storia dell’orrore cela una profonda riflessione sul dolore e sulla perdita; un altro è Hereditarydi Ari Aster, in cui l’elemento paranormale non è che una metafora per il trauma e per la sua capacità di disintegrare una famiglia; ed è impossibile non citare i film di Jordan Peele, Get Out e Noi, in cui l’horror diventa uno strumento per muovere una feroce critica al razzismo e al classismo che permeano la società americana.