Appia, regina di storia e di abusi

Questo articolo è uscito sul Fatto quotidiano.

Sulla Via Appia Antica. E da nessun’altra parte: solo camminando su questa lunga, struggente ferita – che ancora potrebbe unire, scorrendo in un verde ininterrotto, il Colosseo ai Castelli Romani – si può davvero capire cos’è il patrimonio culturale italiano. Qui tutti i frammenti della magnificenza antica – quelli che nei musei archeologici annoiano inconfessabilmente anche gli addetti ai lavori – prendono senso e vita: si animano in un contesto, in un tessuto che si fonde col verde e col cielo.

Pompei-Roma, sola andata

Questo articolo è stato pubblicato sul n. 18 di “Artribune”.

di Fabrizio Federici

Non hanno soltanto riportato alla luce incredibili tesori e fornito un determinante contributo alla conoscenza dell’Antichità, gli scavi di Pompei ed Ercolano; hanno avuto anche qualche conseguenza negativa. Innanzitutto, è ovvio, per la salute dei resti stessi delle due città, che dal grembo di ceneri e lapilli che li preservava si sono visti trascinare all’aria aperta, gremita di minacce. Danni non meno gravi, tuttavia, gli scavi li hanno prodotti altrove. Man mano che riemergevano le strade, i templi, le domus, infatti, si materializzava l’immagine di una città antica cristallizzata nel suo aspetto originario, intatta da trasformazioni e aggiunte di epoca post-classica.