Variazioni su un tempo di mezzo

Joan-Didion

Pubblichiamo un riepilogo sulle letture dell’anno appena passato scritto da Giusi Marchetta, ringraziando l’autrice (nella foto, Joan Didion).

di Giusi Marchetta

La storia delle mie letture è sempre stata declinata al maschile. Al liceo credevo nei classici: russi, italiani, europei soprattutto. I classici avevano l’autorità per restituirmi del mondo un’immagine più vera e completa di quella che avrei potuto concepire da sola. Non avevano bisogno di convincermi che le cose stessero in un certo modo: Dostoevskij era Dostoevskij, Pavese era Pavese e Flaubert era Emma Bovary. Mi bastava quello.

Qualche anno dopo, pronta per una scrittura che non mi aiutasse a capire ma a distruggere quello che avevo capito, ho lasciato che Nabokov, Celine e molti altri usassero parole nuove, parole-martello, contro di me. Mi è piaciuto. Mi serviva.

Perché Franceschini sbaglia sempre e tutto sulla politica della lettura

Expo 2015 - Presentazione del sito web Verybello.it

E così il ministro Franceschini, sempre con la complicità del Centro per il libro e la lettura, ha avuto un’altra idea sciocca. Ieri, a margine della premiazione del concorso di scrittura per le scuole Scriviamoci. Passami i tuoi pensieri e le tue emozioni in 30 righe (sic, il titolo non è una parodia), ha dichiarato […]

La prima volta che la camorra ha sparato e non ho sentito

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Abbiamo le prove è una rivista online di non fiction nata un anno fa da un’idea di Violetta Bellocchio. Pubblichiamo l’intervento di Giusi Marchetta ringraziando l’autrice e la rivista.

di Giusi Marchetta

Ero a Napoli quando un gruppo di scissionisti del clan Di Lauro ha deciso di fargli la guerra. Io andavo e tornavo dal corso di specializzazione e loro si aggiravano per la città seminando agguati che riportassero gli uni o gli altri in vantaggio di un morto. Succedeva nelle periferie dove tutto era cominciato, ma succedeva anche nei quartieri del centro in pieno giorno. Si uccideva per vincere la guerra e si rubava per finanziarla.