Mostri estinti

è stato il figlio

Pubblichiamo un pezzo di Giuseppe Sansonna uscito su Orwell. (Immagine: È stato il figlio, Daniele Ciprì.)

I mostri di celluloide sono in via di estinzione. Dino Risi e affini ne avevano catalogati a decine, negli anni sessanta. Da troppo tempo, invece, non trovano più spazio sugli sbiaditi schermi del cinema italiano. Monotono nel riproporre macchiette anemiche, di maniera. In perenne affanno rispetto ad una realtà affollata da devianze antropologiche, nate a imitazione della televisione più corriva. L’attuale commedia italiana, salvo rare eccezioni, ai baccanali grossolani della Roma polveriniana contrappone le prostitute edificanti di Nessuno mi può giudicare. Del Satyricon in perenne espansione in cui viviamo non rimane traccia nelle commedie giovanili in serie, nelle stucchevoli notti prima degli esami, nelle pochade vacue di Salemme e affini. Una presenza perturbante come Ratzinger, un tempo, avrebbe acceso le contorsioni visive di Petri e Ferreri. Oggi, affiancato da Checco Zalone, diventa un caratterista minimo, un vecchietto bonario goloso di cozze pelose e con l’accento da Sturmtruppen.

La strategia delle emozioni. L’io dal reality show ai social network

di Manolo Farci

Dopo il 2000, e Grande fratello, sono esplosi i confessionali e le bacheche, il “mi piace” e il “mi sei arrivato”, gli stati aggiornati di continuo e i provini, The Club e Small World. Sul piccolo schermo come sui media che ci ostiniamo a definire “nuovi”, gli Zero sono stati anche gli anni dell’emozione. Dai reality a Facebook, tutti vogliono raccontare la loro storia. Questo pezzo è stato pubblicato su Link Mono – “Ripartire da Zero”.

Il Grande Fratello ai tempi degli zombie

Questo articolo è apparso, in forma diversa, sul bimestrale PiBook, nei numeri di gennaio/febbraio 2008 e di marzo/aprile 2008. Più o meno, la televisione la guardiamo tutti. Lamentandocene, e a ragione, oppure seguendone i programmi con sospetta appassionata partecipazione. In ogni caso, anche quando vogliamo farne a meno, anche nei periodi in cui abbiamo l’impulso […]

Tra il vero e il falso

(Pubblicato su Diario di luglio) Incontrare una celebrità per strada mi fa sempre provare una specie di vertigine, come se l’esistenza in carne e ossa dei personaggi fosse un’ipotesi la cui verifica ha la portata di una rivelazione sconvolgente. Quando vedo un personaggio, continuo a guardarlo come per assicurarmi che esista davvero, che non sia un’interferenza dell’etere, l’invasione […]