Una carta del precariato? Intervista a Guy Standing

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Pubblichiamo la versione integrale di un’intervista a Guy Standing apparsa sull’Espresso online. (Fonte immagine)

I partiti della sinistra socialdemocratica? «Inservibili». I sindacati? «Su posizioni difensive». L’idea novecentesca del lavoro inteso soltanto come lavoro salariato? «Un ostacolo all’emancipazione e all’egualitarismo». L’obiettivo della piena occupazione? «Pura utopia». Anche nel suo ultimo libro, Diventare cittadini. Un manifesto del precariato (Feltrinelli, euro 19, pp.336, trad. Giancarlo Carlotti), non risparmia bordate e posizioni poco ortodosse Guy Standing, docente di Development Studies alla School of Oriental and African Studies di Londra, una vita trascorsa ad analizzare le trasformazioni del lavoro e, più recentemente, il mondo dei precari. Che da supplicanti, soggetti a un dominio arbitrario, privati dei diritti sociali e colpiti da una cronica insicurezza economica, possono diventare i veri protagonisti delle battaglie per una «società giusta». È questa per Guy Standing la parabola che deve compiere il precariato, la nuova «classe esplosiva». Una classe sociale colpevolmente tradita dai partiti di sinistra, ancorati al capitalismo industriale e perciò incapaci di archiviare l’immaginazione economica del Novecento.

L’educazione politica ai tempi del cosiddetto precariato

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