Significant Objects

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica.

Significant Objects è un esperimento prima ancora che un libro. L’idea è di due scrittori americani, Rob Walker e Joshua Glenn, che nel luglio del 2009, a titolo puramente sperimentale, decisero di trovare risposta alla domanda: può una grande storia trasformare una cianfrusaglia senza alcun valore in un oggetto significativo? L’esperimento durò cinque mesi, e coinvolse cento scrittori. A ognuno dei cento venne assegnato un oggetto con la richiesta di scriverci sopra una storia. Gli stessi oggetti (saliere, statuine, tazze, candele e pupazzetti), comprati con meno di 130 dollari, vennero poi rivenduti su eBay usando come didascalia i rispettivi racconti e facendo incassare a Walker e Glenn poco più di tremila e seicento dollari e la risposta: sì, una grande storia può trasformare una cianfrusaglia in un oggetto di valore.

La politica degli autori

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Questo pezzo è uscito su la Repubblica. (Fonte immagine: Keith Jones.)

Cos’è oggi uno scrittore impegnato? Se ne parla in questi giorni sulla stampa italiana. Due gruppi di scrittori americani, grossomodo uno di trentenni l’altro di quarantenni, propongono da diversi anni due soluzioni opposte. I quarantenni sono il gruppo che ruota intorno a Dave Eggers e alla casa editrice McSweeney’s dedicandosi a una serie di riviste, pubblicazioni e attività di servizio sociale. Per loro, l’impegno dello scrittore è diviso in due: la condivisione della bellezza da un lato, l’aiuto al prossimo dall’altro. Per i trentenni della rivista n+1, nata tra gli altri da Keith Gessen e Benjamin Kunkel, lo scrittore impegnato è invece quello che riflette sulla società, accetta il ruolo di intellettuale, riflette sul presente e immagina il futuro.