Million Dollar Baby & The Homesman. Quello che si impara dal cinema di Clint Eastwood e Tommy Lee Jones

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«Io sto bene solo quando mi alleno. Voglio un allenatore. Non voglio elemosina né favori. Se sono troppo vecchia allora non mi resta niente», dice Hilary “Maggie Fitzgerald” Swank per convincere Clint Eastwood, l’allenatore Frankie Dunn di Million Dollar Baby, a prenderla sotto la sua ala per farla diventare un pugile professionista.  E poi continua: «Se mi allenerà, diventerò una campionessa».

In una palestra scalcinata di Los Angeles, Frankie accetta per la prima volta nella sua carriera di allenare una ragazza. Maggie Fitzgerald ha 32 anni e una storia difficile: il fratello è in galera, la sorella truffa la previdenza sociale, il padre è morto, la madre è obesa e ostile. Frankie, d’altro canto, è ormai anziano e solo, rassegnato a una vita senza affetti. Il percorso che Frankie e Maggie compiranno insieme in Million Dollar Baby restituirà a entrambi la ragione di esistere.

«So cavalcare, so gestire un gruppo e so sparare. Lo sapete tutti. So cucinare e posso occuparmi di queste donne meglio di chiunque altro». Questa è la dichiarazione che Hilary “Mary Bee Cuddy” Swank rivolge alla sua comunità in The Homesman per persuaderla ad affidarle il compito di scortare tre donne malate di mente oltre la frontiera,  in Iowa, dove Altha Carter (Meryl Streep) potrà dare loro le cure psicologiche e assistenziali di cui hanno bisogno. E aggiunge: «Non ho una famiglia e dei figli come dovrebbe essere, perché vivo insolitamente sola».