A Idomeni, tra i fantasmi d’Europa

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Questo reportage è uscito sul Venerdì di Repubblica: ringraziamo la testata. Foto di Matteo Nucci.

IDOMENI. La vergogna d’Europa ha sede istituzionale in un’impressionante cittadina formata da case di tela impermeabile tra i binari del treno, accanto a mura semicrollate, in un mattatoio dismesso, lungo una rete di filo spinato. Oltre 13.000 esseri umani riempiono questa cittadina, poco lontano dalla manciata di case e villette che stabilmente ne ospitano invece 120. Ma la vergogna d’Europa, prima di prendere residenza alla frontiera fra Grecia e Fyrom (Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia), si aggira per la Grecia seguendo percorsi complessi: strade statali, viottoli, binari e “sentieri di mare” come li chiamava Omero.

Dalle isole di fronte alla Turchia (Lesbo, Chios, Leros, Samos) al continente (il Pireo, Volos, Salonicco), eppoi su nell’entroterra, passando per campi, montagne, fango, sole, caldo atroce e freddo improvviso. La vergogna d’Europa cammina e si trasforma, spesso diventa una vergogna diversa, un pudore delicato e gentile, e addirittura l’orgoglio e la fierezza di chi conosce la vergogna e non vuole più vergognarsi.