L’era dell’incompetenza: intervista a Tom Nichols

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Questa intervista è uscita in forma ridotta su “Il Messaggero”, che ringraziamo di Renato Minore Dice Tom Nichols: “I primi anni ‘70 del secolo scorso sono stati caratterizzati non solo dalla perdita di fiducia della gente nella maggior parte delle istituzioni governative, questo periodo fu ‘il decennio dell’Io’. Con la comparsa di quella specie di […]

Intervista a Tullio De Mauro

L’intervista uscita per «il Messaggero» di Matteo Nucci a Tullio De Mauro, che lo scorso 31 marzo ha compiuto ottanta anni.

«A inizio Novecento, Giolitti capì che il Paese aveva bisogno di istruzione. Da Presidente del Consiglio, scelse un Ministro forte, Vittorio Emanuele Orlando, e nacque la scuola elementare italiana. Oggi, avremmo bisogno di un capo del governo del genere, uno che in prima persona voglia reimpostare la politica scolastica e culturale del Paese. Per puntare davvero sulla produttività. Mi pare però che ne siamo ben lontani». Tullio De Mauro compie 80 anni e festeggia facendo quel che ha sempre fatto. Massimo linguista italiano, Ministro dell’istruzione per tredici mesi, non ha mai smesso di riflettere sullo stato di salute del sistema scolastico e universitario italiano. E oggi dice: «La scuola può salvarsi. L’Università l’hanno fatta a pezzi. Della ricerca è quasi inutile parlare. È evidente a moltissimi esperti di economia che stiamo già pagando, in termini di produttività, un deficit di ricerca. Ma nessun politico ne parla. Eppure all’estero, Sarkozy e Hollande si sfidano sull’istruzione; Obama per vincere punta sull’istruzione; la Merkel taglia i fondi su tutti i settori e quel che risparmia lo redistribuisce all’Istruzione. Qui invece si demanda a un Ministro come se fosse materia di un solo Ministero. Da Monti non ho sentito una parola. E, per la verità, non ne ho sentita una da nessun altro politico, con l’eccezione, davvero solo verbale, di Vendola».

Luciano Bianciardi: io mi oppongo!

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Sul «Messaggero» di qualche giorno fa, Matteo Nucci celebra con questo articolo il quarantennale dalla morte di Luciano Bianciardi, intellettuale per tutta la vita all’opposizione, traduttore di grandi classici e autore di un testo cruciale per il nostro Novecento letterario, «La vita agra».

Pare che l’autenticità la riconoscesse dalla voce. I finti intellettuali come i finti amici li scansava immediatamente, semmai li prendeva in giro e ne faceva oggetto di un sarcasmo a volte feroce.

Acchiappare una fugace realtà

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Pubblichiamo stamattina una recensione di Matteo Nucci pubblicata sul Messaggero a una raccolta di scritti di viaggio di John Dos Passos, uscita da poco per Donzelli e col titolo parecchio evocativo di Orient Express.

Nel 1921, quando sale sull’Orient Express per un viaggio di cui non ha programmato la fine, John Dos Passos ha poco più di venticinque anni. Ha già pubblicato due romanzi e fin da bambino è stato cresciuto con la consapevolezza che per conoscere – come per Odisseo – è necessario vedere.

Show. Don’t tell

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Questo articolo è uscito per il Messaggero.

“Mostri queste cose e non avrà bisogno di dirle”. Il consiglio di scrittura, in una lettera di oltre cinquant’anni fa, è di Flannery O’Connor. Oggi nessuna scuola di scrittura creativa farebbe a meno di ripeterlo. Mostrare, non dire: “Show. Don’t tell” per chiunque segua corsi e maestri è una legge scritta a caratteri indelebili che nessuno si sogna neppure di tradurre.