I nuovi freak

ilariamagliocchettilombi

Questo pezzo è uscito su XL – la Repubblica. (Le foto sono di Ilaria Magliocchetti Lombi)

A Coney Island ci arriviamo per caso e per curiosità. Una mattina di giugno io e Ilaria ci ritroviamo al 1208 di Surf Avenue davanti all’edificio basso e colorato del Coney Island Circus Sideshow con i suoi grandi pannelli che raccontano per immagini vari prodigi. Dentro il bar del locale gli stessi prodigi in carne e ossa: la donna barbuta, il fachiro, la mangiatrice di fuoco, il contorsionista. Affascinate decidiamo di entrare e guardare lo spettacolo. Di lì in avanti e per un paio di mesi resteremo intrappolate nelle storie di questi nuovi freak del ventunesimo secolo che per mestiere, natura e vocazione intrattengono il pubblico con le loro arti e deformità.

Con la parola freak si indicavano un tempo i fenomeni da baraccone, ovvero quelle persone deformi fisicamente che si esibivano nei circhi. Di quei freak si ha storia e memoria grazie al bellissimo romanzo di Victor Hugo L’uomo che ride, all’ottimo saggio di Leslie Fiedler Freaks. Miti e immagini dell’io segreto e soprattutto al film capolavoro di Tod Browning del 1932 Freaks. Nel film Hans, il nano di un circo, si innamora di una donna normale e avvenente che lo raggira sposandolo per poi cercare di ucciderlo. La donna si tirerà dietro le ire della ex di Hans, nana anche lei, e degli altri freak del circo che infine la mutileranno trasformandola in una di loro. “L’autentico freak è uno di noi”, scriverà mezzo secolo dopo Fiedler nel suo saggio, spiegando poi che la distanza dalla normalità è meno di quanto si creda.