Vent’anni di Infinite Jest

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Esattamente vent’anni fa usciva negli Stati Uniti Infinite Jest. Ripubblichiamo per l’occasione un saggio di Christian Raimo sul romanzo di David Foster Wallace, originariamente apparso su Lo Straniero.

TEMI

Il mondo di Infinite Jest (da qui IJ) è una versione 2.0 del nostro mondo: un futuro non troppo remoto in termini cronologici, dove gli anni sono sponsorizzati («Anno del Glad», «Anno del pantaloni per adulti Depend»…) e dove interi stati sono stati destinati a fungere da discarica per altri stati più sviluppati. Il paesaggio è occupato non più parzialmente, ma totalmente da soggetti di un mondo molto post-fordista, ossia:

Droga & piacere

IJ ha una traccia neanche troppo complessa che lo struttura, e cioè: cosa succede a una cultura che decide che il significato della vita consiste nello sperimentare quanto più piacere possibile per la maggior parte del tempo possibile? L’eroe del libro, Don Gately: «Il senso primario di addiction implica l’essere legati, devoti a qualcosa praticamente o spiritualmente, nell’immolare la propria vita, nell’immergersi. Ecco, io ho cercato proprio questo». (IJ. p. 1073)

Vuoto totale. David Foster Wallace e internet

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Nella foto: un taccuino di David Foster Wallace. (Fonte immagine: The New Yorker.)

Lo scorso settembre Bret Easton Ellis ha definito più che pubblicamente – via Twitter – David Foster Wallace un impostore, marcando il proprio territorio in 140 caratteri. Come spesso capita, la notizia ha rimbalzato a destra e a sinistra per qualche giorno, poi si è affievolita in favore di una nuova micro-opinione che, magari, consentisse la replica della persona tirata in ballo. Il compianto Wallace è morto suicida nel 2008.

Molti si sono chiesti cosa avrebbe fatto se fosse stato vivo nel momento in cui Ellis decideva di sguainare la sua spada cinguettante – posto che David non avesse ancora dimostrato di essere il genio che viene considerato e che Bret non avesse trovato il modo di apprezzarlo. La risposta è semplice: assolutamente niente.

L’ultima confessione di David Foster Wallace

Nel 1996, durante il tuor americano di Infinit Jest, un giornalista del Rolling Stone, David Lipsky, trascorse cinque giorni ininterrotti al fianco di David Foster Wallace, in giro per librerie, presentazioni e corsi di scrittura, da uno stato all’altro dell’America, buttando giù appunti per quella che divenne una lunghissima intervista per il giornale. Questa intervista è ora diventata un libro, Come diventare se stessi. David Foster Wallace si racconta (minimum fax), in cui la voce dell’autore ci arriva senza filtri.

The Pale King

Questo articolo è uscito sul Sole 24 Ore

Wallace e Franzen
Esce in questi giorni in Inghilterra e Stati Uniti The Pale King, il romanzo postumo di David Foster Wallace (1962-2008), proprio mentre in Italia infuria il dibattito su Libertà di Jonathan Franzen.
Wallace era un carissimo amico di Franzen: dopo la sua intempestiva scomparsa, Franzen si è sbloccato e ha potuto scrivere Libertà quasi d’un fiato.

Sotto forma di dialogo, atipico omaggio a Malaparte e Foster Wallace

Il pezzo è di Gianluca Cataldo, l’immagine di Andrea Bruno – Non solo l’idea si serve della letteratura, ma spesso la letteratura è, inconsapevolmente, al sevizio dell’idea. Ad esempio, la letteratura a suo modo, è essenziale alla politica. La politica copia la letteratura. – Cioè? – Berlusconi sembrava avere letto Malaparte. Sembrava avere fatto tesoro, […]

Hanno detto di lui

Una pubblicazione straordinaria, quella di questo weekend, che la redazione di minima&moralia ha deciso in occasione del primo anniversario dalla scomparsa di David Foster Wallace. Il primo è un pezzo che Nicola Lagioia ha scritto qualche tempo dopo la notizia della sua morte per la rivista Lo Straniero. A seguire due interventi, uno di Tom […]

Questa è l’acqua

L’ultimo libro dell’ultimo genio della letteratura americana (Articolo apparso sul Riformista). «A distanza di anni sentiremo ancora il gelo che ha accompagnato la notizia della sua morte», disse Don DeLillo nel discorso che tenne a New York, nell’ottobre del 2008, in ricordo di David Foster Wallace. Oggi, quel breve testo, che allora fu letto in […]