Scilla Loves You

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Non solo l’astuto Ulisse: ma anche il pio Enea nello scegliere a chi rivolgersi varcando lo Stretto di Messina optarono per le sei teste e i dodici piedi di Scilla, una volta avvertiti del gorgo di Cariddi sulla costa siciliana.

Per dire che chiunque, messo di fronte alla possibilità di essere forse divorato da un mostro terribile o sicuramente inghiottito con tutta la nave da un gorgo, sceglierebbe il male minore.

Ma come precisava un Benigni d’antan rispondendo all’autodomanda sulla bellezza della sala cinematografica: “Preferiresti andare al cinema o a letto con una bella donna? A letto con una bella donna: ma è proprio un caso lìmite”.

Archeologia del futuro. Detroit e noi

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L’amministrazione statale riprende a funzionare, dopo giorni di tensione sulla tenuta degli Stati Uniti il Congresso ha annunciato che il rischio di shutdown è, per ora scongiurato. Ma la chiusura forzata di alcuni pezzi d’America è già iniziata. Da qualche mese infatti è stato annunciato il fallimento di Detroit: la città fabbrica per antonomasia, che dalla catena di montaggio di Charlot a Papa Hobo di Paul Simon, da Motown a Eminem, da Aretha Franklin ai White Stripes, ha influenzato il nostro immaginario ben al di là di quanto pensiamo. Quello che (non) ricordiamo di Detroit è un viaggio che dura un secolo e ci accompagna attraverso l’ascesa e il declino del mito dell’industria come forza trainante della modernità, della felicità, del benessere condiviso, per tutti. Pubblichiamo questo articolo in occasione dell’apertura del Festival di Storia dedicato quest’anno all’American Revolution.

Il 18 luglio 2013 la città di Detroit ha dichiarato fallimento. A 110 anni dalla fondazione della Ford, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, una grande città ha gettato la spugna. È stato il governatore dello Stato del Michigan Rick Snyder a darne l’annuncio con un video. Una decisione difficile e spaventosa, ha detto: “La città in crisi da ormai mezzo secolo non ha più la possibilità di sostenere uno standard decente di servizi pubblici, la bancarotta”, ha concluso Snyder, “è inevitabile”. Wikipedia ha immediatamente recepito la notizia e già il giorno successivo, nella sezione dedicata alla storia della città si può leggere: “Fra il 2000 e il 2010 la popolazione della città è scesa del 25%, passando dal 18° posto nella classifica delle città più popolose, al 10°. In seguito a questo fenomeno di spopolamento la città ha dovuto ridisegnare il suo ruolo all’interno dell’area metropolitana. La inner city di Detroit ha visto negli ultimi anni  l’apertura di tre casinò, nuovi stadi, e di un progetto di rivitalizzazione dei docks. Malgrado questo molti quartieri rimangono in difficoltà. Il Governatore dello Stato ha dichiarato l’emergenza finanziaria nel marzo del 2013, nominando un commissario ad acta. Il 18 luglio del 2013, Detroit ha dichiarato fallimento. Il caso più eclatante nella storia degli Stati Uniti”.

Corrispondenze d’amorosi sensi

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di Cristò

In pratica sto cominciando a innamorarmi dopo essere stato lasciato.
Sono stato lasciato diverse volte. Prima da Kurt Vonnegut. Tutta colpa del suo ultimo romanzo Cronosisma che non sono riuscito a finire. Con lui era stata una storia intensa e passionale perché lui era uno scrittore che sapeva metterti in mezzo al gioco, che non ti faceva sentire trattato da lettore qualsiasi. Eri orgoglioso che lui ti avesse scelto come lettore. Tra te e lui c’era una specie di stima reciproca, quel tipo di stima che in una coppia rende il sesso molto più soddisfacente.

James Ballard. Uno sciamano per l’apocalisse contemporanea

Il 2009 è stato anche l’anno in cui James Ballard ci ha lasciati. Oltre che un’eredità, le sue opere rappresentano un interrogativo aperto su un argomento che credo ci terrà impegnati ancora a lungo: la presunta fine dell’umanesimo e del concetto di uomo come avevamo imparato a conoscerlo dal Rinascimento in poi. Questo, un mio […]