La guerra civile degli italiani on line che la politica sfrutta senza pietà

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Questo pezzo è uscito su “La Repubblica”, che ringraziamo di Nicola Lagioia Una guerra civile incruenta per tutto ciò che non riguarda i nervi, il tempo perso e l’avvelenamento del clima emotivo sta incendiando l’Italia. È la rissa che i sostenitori delle opposte fazioni politiche ingaggiano ogni giorno sui social network. Non mi riferisco a […]

Docenti di lingua-cultura italiana, precari e bistrattati all’estero

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[Visto l’interesse comune per le tematiche trattate, questo articolo viene pubblicato oggi anche su Carmilla e La poesia e lo spirito/Viva la scuola].

di Fabrizio Lorusso

Nel dibattito sul precariato e il riconoscimento della professionalità dei docenti d’italiano come lingua seconda o straniera – L2 o LS – sono pochi i contributi sulle istituzioni italiane all’estero, in particolare sugli Istituti Italiani di Cultura (IIC). Il caso specifico che intendo descrivere riguarda la precarietà imperante a livello lavorativo nell’Istituto di Città del Messico, un esempio rappresentativo di un deterioramento comune a molte altre sedi estere. Sebbene esistano in Italia e all’estero condizioni di sfruttamento ben peggiori di quelle che riguardano i precari della cultura e dell’insegnamento, la situazione di queste categorie, scarsamente riconosciute in termini professionali, resta preoccupante. E riflette quella generale del mondo del lavoro in un paese con la disoccupazione al 13% in cui la caduta quasi trentennale del potere d’acquisto dei salari e la presenza di un esercito crescente di “riservisti” hanno compresso stipendi e diritti.

La Sterminata domenica di Claudio Giunta: il meeting di Comunione e Liberazione

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È uscito da poco per Il Mulino Una sterminata domenica di Claudio Giunta, una raccolta di saggi che consiglio per approccio e qualità di scrittura. Gli ultimi trent’anni di storia italiana vengono letti da Giunta da prospettive che di solito gli studiosi trascurano. La saga di Fantozzi, il caso Moggi, il fenomeno Radio Deejay, una delegazione […]

Generazione perduta?

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Questo pezzo è uscito su Orwell, supplemento culturale del quotidiano Pubblico

Quando il presidente del consiglio Mario Monti – durante un’intervista a “Sette”, poi al meeting di Cl – ha parlato di “generazione perduta”, riferendosi ai trenta-quarantenni che l’Italia avrebbe definitivamente mancato (un paradosso: venire maltrattati dal Paese salvato dal proprio sacrificio equivarrebbe a uscire dal solco della Storia), ho pensato che la psicanalisi di gruppo in cui abbiamo da tempo coinvolto i nostri recalcitranti padri stesse arrivando al punto.

Mai un leader politico aveva manifestato pubblicamente un tale odio per se stesso e la propria fascia anagrafica. “Atti mancati”: così li definiva Freud. Affinché però il processo di riemersione sia completo, sono ancora necessari un paio di passaggi.

Italia, amore: solitudini

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«Italia, Amore» è una rubrica di Christian Raimo e Marco Mancassola che esce tutti i mesi su «Rolling Stone». Questi due articoli sono apparsi sull’ultimo numero della rivista, febbraio 2012.

MM >> Sono uno scrittore, essere solo è il mio lavoro. Ci sono attività in cui la solitudine è uno strumento attivo di lavoro. E la solitudine in realtà ha una varietà di sfumature, dalla più scura alla più esaltante. Ci vorrebbero decine di termini diversi per nominare tutte le solitudini possibili, proprio come in quella leggenda secondo cui gli Inuit avrebbero cinquanta parole per indicare la neve.

Intervista a Fabrizio Gifuni

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Pubblichiamo un’intervista di Ilaria Mancia a Fabrizio Gifuni uscita per il «Mucchio Selvaggio», che risale al tempo in cui Gifuni debuttò con lo spettacolo su Pasolini: «’Na specie de cadavere lunghissimo», contenuto, insieme a «L’ingegner Gadda va alla guerra» nel cofanetto «Gadda e Pasolini: antibiografia di una nazione» (minimum fax, 2012).

Di Ilaria Mancia

Incontrare Fabrizio Gifuni per una chiacchierata è trovarsi davanti uno dei volti più noti del giovane cinema italiano. Ma non solo. Quella che era partita come un’intervista, si è presto trasformata in un denso e coinvolgente racconto sul suo progetto teatrale dedicato a Pasolini.

Le rovine spettrali dell’Italia

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Questo pezzo andrebbe letto ascoltando «Hidden in Snow» di Trent Reznor e Atticus Ross, dalla colonna sonora di «The Girl With the Dragon Tattoo».
Qui dove abito io, anche quest’anno, come ogni inverno, in una delle piazze principali della cittadina hanno montato la giostra per i bambini. È una di quelle della ‘vecchia scuola’, con carrozze settecentesche, cavalli e auto da corsa. Tutto molto anni Ottanta, solo con qualche opportuno aggiustamento relativo ai colori ed agli accessori.

Si può dire. Un breve appunto
sul metodo La Russa

Durante la puntata di In Onda del 20 novembre 2011 Ignazio La Russa commenta un monologo di Ascanio Celestini.
Come spesso accade quando La Russa interviene il suo commento si configura come ulteriore performance, un’esibizione che all’apparenza confligge con quella di Celestini mentre forse, ed è quello su cui vorrei riflettere, si colloca altrove, in una zona extradialettica che per le sue caratteristiche non può prevedere confronto e conflitto.

Italia amore: insolvenza

di Christian Raimo e Marco Mancassola
La rubrica mensile di «Rolling Stone» sulle passioni e i mali del nostro Paese.

Christian Raimo: Padre, rimetti a noi i nostri debiti: ossia, azzerali, pagali tu per noi, liberacene. I genitori sono bene o male gli unici esseri umani che nella nostra vita ci danno dei soldi senza volerli indietro. Ma la crisi che stiamo attraversando sempre di più mostra uno scenario futuro diverso da quello in cui i padri rimettono i debiti dei figli.

Finali di partita

di Aldo Busi

Anch’io non credo che Berlusconi uscirà di scena tanto presto. Preferisce fare danni a destra e a manca fino all’ultimo respiro istituzionale. Gli hanno tolto di mano il suo giocattolone preferito, l’Italia, e la sua vendetta, tanto furiosa quanto più spaziata, sarà quella del bambino che, scopertosi non adorato come esigeva, preferisce distruggere il balocco fino a renderlo inservibile anziché restituirlo con qualche residua possibilità di essere restaurato, sicché resterà il problema di toglierglielo dalle mani e di chi ne è capace, i mercati esteri da soli non basteranno, altrimenti sarebbero già bastati e avanzati.