Raccontare la catastrofe: prima, durante e dopo

1cat

Secondo la tradizione bizantina, il mondo è stato creato il primo settembre del 5509 a.C. La cronologia biblica è più intricata: sul calendario ebraico il capodanno è fissato al 6 ottobre del 3761 a.C., ma le interpretazioni dei dati dei testi sacri sono moltissime, tutte basate su complicatissimi calcoli, e coprono un intervallo di circa tre millenni, anno più anno meno. Una delle più famose è quella di James Ussher, arcivescovo anglicano ed accademico irlandese, che nel 1650 concluse che Dio avrebbe atteso il 22 ottobre del 4004 a.C., verso le sei del pomeriggio, per dare inizio alla creazione.

Storie di fragilità da un mondo estinto: “Materia” di Jacopo La Forgia

mat (1)

di Marco Renzi

Negli ultimi anni siamo stati sommersi dalle distopie: forse perché il pessimismo e il senso della fine non sono mai stati diffusi come adesso, o perché siamo giunti a un punto di totale saturazione per quanto riguarda le tecnologie, delle quali la fantascienza ha sempre posto in evidenza i risvolti più catastrofici.

Insomma, dando una scorsa veloce a libri, fumetti, film e serie tv, notiamo quanto questo tipo di narrazione abbia oggi attecchito e proliferato, e vien da pensare che un eccesso di distopia nel nostro presente possa alla lunga inflazionarsi agli occhi del lettore (o spettatore, negli altri casi).