La letteratura senza inconscio

dog lying

Ripeschiamo dal nostro archivio un approfondimento di Gianluca Didino: buona lettura.

Simboli e racconti

Nel suo significato originario, il termine greco σύμβολον, da cui deriva l’italiano “simbolo”, indicava, cito l’Enciclopedia Treccani, un «mezzo di riconoscimento, di controllo e simili, costituito da ognuna delle due parti ottenute spezzando irregolarmente in due un oggetto (per es. un pezzo di legno) che i discendenti di famiglie diverse conservavano come segno di reciproca amicizia». L’etimologia del termine contiene dunque il senso di un’unità spezzata che tende al ricongiungimento, un collegamento implicito tra due oggetti ora separati ma che un tempo avevano fatto parte di una stessa totalità. Da qui il significato del termine è passato a indicare un oggetto “che sta al posto” di qualcos’altro, traslando l’idea della connessione dal piano della realtà (le due parti del bastone) a quella delle idee (il senso di amicizia tra le due famiglie). Questo è il presupposto che ha permesso di attribuire al concetto di simbolo una concezione estetica, differenziandolo progressivamente dal semplice “segno”.

Andare al cuore delle cose. Gli scritti politici di Elvio Fachinelli

fachinellilacan

Curato con grande precisione filologica da Dario Borso, la raccolta di scritti politici di Elvio Fachinelli Al cuore delle cose è un insieme prezioso di scritti dello psicoanalista di Luserna, che ha la grande importanza di mettere insieme per la prima volta testi apparsi su riviste e quotidiani, la cui gran parte era divenuta, oggi, praticamente introvabile.

I saggi sono stati scritti tra il 1967 e il 1989, anno della morte di Fachinelli, ed è allora naturale intuire l’importanza di tale raccolta per addentrarsi nel pensiero di un dei più importanti psicoanalisti italiani, tanto importante da essere indicato, non a caso, da Lacan come suo miglior erede (investitura che, a titolo di cronaca, Fachinelli rifiutò). Il sottotitolo Scritti politici non deve però trarre in inganno: non si tratta di articoli che avevano un ruolo comprimario rispetto alla sua produzione psicoanalitica, ma si tratta invece, come sottolinea Borso nella sua prefazione, di testi importanti per indagare l’analisi più difficile di Fachinelli, quella condotta su un paziente imprevedibile e molto complesso, l’Italia.

Lo scroccone che è sempre intorno a noi. Jules Renard, narratore della modernità

money

di Matteo Moca

Jules Renard è poco conosciuto in Italia, a differenza del suo paese natale dove il suo Journal è annoverato tra i grandi diari della letteratura (disponibile qui in lingua originale, come tutta la sua produzione), così come un’altra sua grande opera, le Histoires naturelles, che simboleggiano la sua grande capacità di osservazione, sempre declinata in chiave umoristica. Nella sua breve vita (nasce nel 1864 e morirà a soli 46 anni, a Parigi, nel 1910), Jules Renard è stato molte cose – si è professato dreyfusardo e repubblicano, anticlericale e socialista – ma prima di tutte è stato un uomo di lettere, uno scrittore che a questa arte ha dedicato tutta la sua vita. Il suo Journal è il perfetto concentrato di tutta la sua arte, un diario quasi trentennale che è l’espressione più compiuta del suo sguardo, della sua arte ironica ma sempre amara, quasi un presentimento della molteplicità delle declinazioni dell’umorismo di cui parlerà Pirandello nel suo celebre saggio.

La breve vita felice di Rocco Carbone

rocco_carbone

Il 18 luglio 2008 moriva Rocco Carbone. Lo ricordiamo pubblicando l’introduzione di Emanuele Trevi al romanzo di Rocco Carbone Per il tuo bene (Mondadori). (Fonte immagine)
Era una di quelle persone destinate ad assomigliare al proprio nome ― sempre di più con l’andare del tempo. Rocco Carbone, in effetti, sembra l’esito di una perizia geologica. E molti lati del suo carattere per niente facile suggerivano un’ostinazione, una rigidità da regno minerale. A patto di ricordare, con gli antichi alchimisti, che non esiste in natura nulla di più psichico delle pietre e dei metalli.

Collaborava certamente a questa impressione la fisionomia spigolosa, a metà tra il marinaio di lungo corso e l’investigatore privato di un noir francese. Folta e compatta, la massa dei capelli si sarebbe detta modellata e dipinta sulla testa come quella delle marionette. In venticinque anni che l’ho frequentato – sui quarantasei della sua vita – era cambiato ben poco. Forte di braccia, gran camminatore, da ragazzino era stato cintura nera di judo. Sempre più che sobrio nel vestire. Anche le losanghe di un maglione erano capaci di metterlo un po’ in imbarazzo, mi ha confidato una volta. Nell’ultima casa abitata a Roma, quella di Monteverde Vecchio, nemmeno più un quadro, una qualsiasi immagine alle pareti. I mobili ridotti all’essenziale. Gli piacevano i legni scuri, i rivestimenti di cuoio. Neppure il lavoro che si era scelto, insegnante in un carcere, fa eccezione – nel senso che gli assomiglia pure quello. Lo si può capire bene percorrendo uno di quei viali dall’interminabile prospettiva, come angosciose creazioni oniriche, che circondano il quadrato di Rebibbia. La bellezza come risultato di una sottrazione: questo gli parlava, lo commuoveva.

Letture d’autore: Paolo Benvegnù

benvegnù

La prima puntata di Letture d’autore è qui. (Fonte immagine)

Da alcune settimane è uscito “Earth Hotel”, ultimo luminoso approdo di una ricerca musicale ed esistenziale mai doma. Dopo “Piccoli fragilissimi film” (2004), “Le labbra” (2008), “Hermann” (2011), il nuovo disco solista conferma come sia difficile, in Italia, trovare un autore più generoso, puro e indipendente di Paolo Benvegnù. 

Che tipo di lettore sei?

A volte costante, a volte molto pigro. Quando trovo qualcosa che mi prende, arrivo a fissarmi e ad andare avanti per mesi con la stessa lettura o lo stesso autore.

Freud secondo Elvio Fachinelli

freud

Pubblichiamo una recensione di Raoul Bruni, uscita sul numero di dicembre di Alfabeta2, sul libro di Elvio Fachinelli Su Freud (a cura di Lamberto Boni, Adelphi).

Sono molte le ragioni per cui vale la pena (ri)scoprire oggi la straordinaria figura di Elvio Fachinelli. Attivo nel campo della pedagogia antiautoritaria, lo psicoanalista trentino fondò l’importante rivista (e casa editrice) “L’erba voglio” e si impegnò in prima persona nell’esperienza dell’asilo autogestito di Porta Ticinese a Milano; pubblicò pochi ma fondamentali volumi, oggi inseriti nel catalogo Adelphi, ai quali però vanno aggiunti molti sorprendenti scritti estravaganti, come quelli raccolti, per l’appunto, in questo libretto Su Freud. Fachinelli, che ne tradusse varie opere, a incominciare da L’interpretazione dei sogni, instaurò col padre della psicoanalisi un dialogo ininterrotto, tra fedeltà e slanci eterodossi, condotto in sostanziale sintonia con quel “ritorno a Freud” propugnato da Jacques Lacan. Ma a qual era il Freud a cui tornare, secondo Fachinelli?

Estensione del dominio della sottomissione. Ovvero di Hegel, di bondage e sado-maso

horst

Pubblichiamo un articolo di Marco Filoni, uscito su «Panorama», sul dibattito scatenato in America dal libro «Fifty Shades of Grey» di E.L. James.

E sia. Doveva succedere, del resto: tanto e tale il clamore legato al successo del libro Fifty Shades of Grey della finora sconosciuta (e oggi, buon per lei, milionaria) E.L. James, che non possiamo non parlarne. L’eco delle infinite discussioni intorno al suo best-seller è giunto sino a noi, tanto che la Mondadori manderà in libreria l’edizione italiana, il prossimo 19 giugno, con il titolo Cinquanta sfumature di Grigio.

Per chi si sia perso il dibattito, stiamo parlando del «romanzo post-pornografico», il libro erotico «che apre uno spaccato sui desideri nascosti delle mamme americane», il manifesto di una generazione di “femmine” finalmente coscienti e libere di ammettere ciò che vogliono. C’è addirittura chi ha scomodato De Sade – ma per carità, lasciamolo riposare in pace! – e chi ha invocato un capolavoro dell’emancipazione femminile. No, non è nulla di tutto ciò. È un libro che ha sbancato le classifiche americane, ha venduto migliaia e migliaia di copie prima in ebook, poi nella versione cartacea, di cui si aspettano i due sequel (è infatti il primo di una trilogia) e di cui sono già stati venduti, a quanto pare non proprio a buon prezzo, i diritti per l’adattamento cinematografico..

Piano Marshall! Sviluppi della scrittura e figure del mutamento

Proposta per un catalogo di fenomeni che comprenda l’emoticon, il tormentone, la scrittura-orale e le esposizioni in PowerPoint. Bartezzaghi ci propone una rilettura di Marshall Mc Luhan nell’anno che celebra il centenario della sua nascita. Pezzo pubblicato all’interno di «Link Mono – Marshall McLunah 1911-2011». L’evoluzione del linguaggio e la nascita di una scrittura ibridata con l’oralità: dove il rabdomante McL aveva presentito la falda acquifera è giunta un’alluvione.

di Stefano Bertegazzi

Il file su cui sto incominciando a scrivere questo pezzo è sovrapposto ad altri due file. Almeno così pare a me, nell’illusione che il desktop verticale del computer sia davvero analogo a quello orizzontale della scrivania.