Perché Hollywood non fa bene alle serie tv. Con una ricognizione paranoica di Boardwalk Empire e Mildred Pierce

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Pubblichiamo un articolo di Francesco Pacifico, uscito su «Studio», sulle serie tv americane.

L’argomento è molto breve e lo esporrò subito: l’arrivo di Hollywood nel mondo delle serie tv con le produzioni di Scorsese, Spielberg, Haynes e altri, rischia di pervertire quanto di più bello ci ha dato questo genere narrativo: lo sviluppo psicologico dei personaggi. Nella seconda parte del pezzo, facoltativa, racconto la mia impresa anal-itica di scoprire, fra le pieghe della serie in cinque puntate Mildred Pierce, una cospirazione hollywoodiana anti-personaggio, antipsicologica, una specie di virus che mangia i personaggi delle serie dal loro interno come piante parassitate, impedendo loro un rigoglioso sviluppo.

Mildred cuore di mamma

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A partire dal prossimo 14 ottobre, su Sky andrà in onda Mildred Pierce, una miniserie in costume di cinque puntate con protagonista Kate Winslet. Ambientata nella California dei primi anni ‘30, la serie narra la parabola, prima ascendente poi discendente, di Mildred, madre single durante la Grande Depressione. Il regista Todd Haynes (Velvet Goldmine, Safe, Lontano dal Paradiso, Io non sono qui) ha detto di essersi interessato a Mildred Pierce per le somiglianze tra la crisi di quel periodo e quella che stiamo vivendo in questi anni.